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oogle Maps raccoglie sempre più dati: le migliori alternative da provare per la privacy

July 28, 2026

Google Maps è ancora oggi una delle applicazioni di navigazione più utilizzate al mondo grazie ai suoi oltre 2 miliardi di utenti attivi ogni mese, che la usano quotidianamente per vari scopi: che si tratti di raggiungere una destinazione, cercare un ristorante nelle vicinanze o leggere le recensioni di un’attività.

A contribuire a rendere il servizio così popolare ci pensa Android, dove è preinstallata, ma anche la mancanza di alternative valide. Tuttavia, di recente si è nuovamente riacceso il dibattito intorno ai dati raccolti da Maps.

Oltre a monitorare la posizione dell’utente, Google Maps può raccogliere dati personali come nome, numero di telefono e indirizzo email. L’elenco comprende anche informazioni come dati di pagamento, contatti salvati, messaggi di testo, cronologia delle ricerche, identificativo del dispositivo, dati diagnostici, cronologia di navigazione e informazioni relative al modo in cui l’utente interagisce con l’applicazione. Tali dati, insieme alle informazioni raccolte tramite altri servizi come Chrome, Search, Gmail e YouTube, possono essere usati per finalità pubblicitarie e anche condivisi con operatori del settore dei dati.

Privacy, Timeline e raccolta dati

Non tutte le informazioni raccolte sono necessariamente prive di utilità per l’utente. Alcune funzioni possono infatti risultare comode, come la Timeline di Google Maps, che permette di verificare rapidamente dove ci si trovava in un determinato giorno, anche a distanza di mesi o anni. Allo stesso tempo, però, per molti utenti può risultare invasivo che un servizio memorizzi una quantità così elevata di informazioni sulla propria posizione e sulle proprie abitudini. Molte delle funzioni di raccolta dati sono attive per impostazione predefinita e, anche se alcune possono essere disattivate, altre sono strettamente collegate alle funzionalità principali di Google Maps. Questo significa che limitarle può avere un impatto diretto sull’esperienza d’uso.

Ad esempio, disattivando l’accesso alla posizione, Maps non sarà in grado di fornire indicazioni stradali in tempo reale ma solo un’anteprina del percorso. Disattivando la funzione Timeline Google potrà comunque ottenere informazioni legate alla posizione, ad esempio tramite indirizzo IP del dispositivo e altri strumenti collegati a funzioni come la cronologia delle attività sul web e nelle app. Alcuni consigliano anche di disattivare le raccomandazioni personalizzate e la cronologia delle attività di ricerca che, quando attive, permettono a Google di utilizzare ricerche, interazioni e altre informazioni per proporre pubblicità e suggerimenti personalizzati.

Alternative a Google Maps

In questo solco si inseriscono varie alternative: secondo una ricerca di Surfshark, anche altri servizi di navigazione raccolgono una quantità significativa di dati. Tra le applicazioni analizzate anche Waze, anch’essa di proprietà di Google, risulta tra quelle con il maggior numero di categorie di dati raccolte: su 35 tipologie considerate, Google Maps ne raccoglierebbe 24, Waze 21 e Apple Maps 11. Apple dal suo canto afferma che i dati relativi alle ricerche e la navigazione non vengono associate all’account dell’utente, e per alcune funzioni come il salvataggio della posizione dell’auto parcheggiata, le informazioni vengono conservate direttamente sul dispositivo.

Le soluzioni open source possono essere Organic Map e OsmAnd, entrambe basate su OpenStreetMap, un database cartografico aperto mantenuto da una comunità di volontari.

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