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OpenAI passa al contrattacco contro Apple nella causa sui segreti industriali: pubblicati email e messaggi

August 4, 2026

di Massimiliano Di Marco  - 

04/08/2026 14:13 0

OpenAI passa al contrattacco contro Apple nella causa sui segreti industriali: pubblicati email e messaggi

OpenAI ha respinto le accuse di aver sottratto informazioni riservate tramite due ex dipendenti Apple e ha definito la causa “aggressiva” oltre che basata su ricostruzioni errate

Lo scontro legale tra Apple e OpenAI si è spostato sul terreno della comunicazione pubblica, oltre che in tribunale.

In un lungo post intitolato “Apple is getting this wrong” (Apple sta sbagliando), OpenAI ha respinto le accuse mosse dal gruppo di Cupertino e ha pubblicato una serie di email e messaggi iMessage per mettere in discussione alcuni dei punti centrali della causa.

Apple ha citato in giudizio OpenAI e due suoi ex dipendenti, Chang Liu e Tang Tan, sostenendo che avrebbero portato con sé informazioni riservate su tecnologie, processi e prodotti non ancora annunciati, utilizzandole per accelerare i progetti hardware della società guidata da Sam Altman.

Liu lavorava in precedenza come ingegnere sull’iPhone, mentre Tan ha trascorso 25 anni in Apple e ha ricoperto ruoli di primo piano nella progettazione di iPhone e Apple Watch prima di diventare direttore hardware di OpenAI.

La vicenda si è ulteriormente inasprita dopo che Apple ha chiesto a un giudice statunitense un’ingiunzione preliminare per impedire a Liu, Tan e OpenAI di accedere, acquisire, utilizzare o divulgare le presunte informazioni confidenziali durante lo svolgimento del processo.

OpenAI ha definito la richiesta “basata su informazioni false” e “completamente inutile”, affermando di non possedere né desiderare i segreti industriali di Apple.

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Il caso dell’accesso ai sistemi Apple

Uno dei principali punti della causa riguarda Chang Liu. Secondo Apple, l’ex dipendente non avrebbe restituito un computer aziendale e avrebbe sfruttato una vulnerabilità di autenticazione per accedere ai sistemi cloud interni anche dopo aver lasciato la società.

Liu è stato anche accusato di aver scaricato file riservati e di aver spiegato a un’altra dipendente come fare lo stesso evitando controlli da parte del team di sicurezza.

OpenAI sostiene invece che alcuni dipendenti Apple avrebbero contattato Liu dopo la sua uscita chiedendogli assistenza per individuare determinate informazioni. Il fatto che l’ex ingegnere potesse ancora accedere ai file sarebbe dipeso, secondo OpenAI, da una gestione inefficace delle autorizzazioni residue da parte della stessa Apple, non dalla volontà di sottrarre materiale riservato. A sostegno della propria posizione, OpenAI ha pubblicato gli scambi di messaggi tra Liu e un dipendente Apple.

Apple sostiene che Tang Tan avrebbe chiesto informazioni confidenziali durante i colloqui di selezione con dipendenti del gruppo, invitandoli anche a mostrare componenti sui quali avevano lavorato. OpenAI ha negato questa versione e ha affermato che Tan avrebbe sempre chiarito al proprio team che nessuna informazione riservata proveniente da altre aziende dovesse essere richiesta o utilizzata. La società ha definito vaghe le accuse di Apple e ritiene che siano cambiate nel corso del tempo.

Lo scambio tra gli avvocati

Nel suo intervento pubblico, OpenAI contesta anche l’affermazione secondo cui non avrebbe risposto ai primi tentativi di contatto di Apple.

"Apple aveva affermato di aver contattato OpenAI a febbraio e di non aver ricevuto risposta", ha scritto OpenAI. "Ora ammettono che i loro avvocati esterni hanno inviato un'e-mail alla persona sbagliata, confondendo due cognomi asiatici - e solo dopo che glielo abbiamo fatto notare. Apple ha anche affermato di aver avuto una discussione con il nostro responsabile legale, cosa che ora ammettono non essere mai avvenuta. Ma ancora una volta nascondono il fatto di non aver mai sollevato le specifiche accuse contenute in questa causa all'epoca, e che anzi ci avevano detto che stavano 'risolvendo qualsiasi problema'. Non abbiamo poi avuto più notizie per cinque mesi, fino a quando non hanno intentato causa".

Le email pubblicate mostrerebbero che Apple ha successivamente riconosciuto l’errore e che le accuse specifiche poi inserite nella causa non sarebbero state sollevate durante quei primi contatti.

La pubblicazione dei messaggi non costituisce una risposta formale depositata in tribunale, ma rappresenta un tentativo evidente di influenzare il dibattito pubblico intorno alla vicenda, screditando la posizione di Apple. Sarà ora il giudice a valutare la richiesta di ingiunzione presentata da Apple e la solidità delle accuse relative all’uso dei presunti segreti industriali.

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