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Orario multiperiodale: l'ARAN chiarisce come si calcolano i permessi personali

August 13, 2026

Orario multiperiodale nel CCNL Funzioni Locali: arrivano nuove tutele per genitori e caregiver, chiarimenti ARAN sui permessi personali.


La disciplina dell’orario multiperiodale continua a evolversi con l’obiettivo di rendere più flessibile l’organizzazione del lavoro senza sacrificare i diritti dei dipendenti. Dopo la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo del nuovo CCNL delle Funzioni Locali, emergono importanti precisazioni sia sul piano dell’equilibrio tra esigenze organizzative e vita privata, sia sulle modalità di gestione dei permessi retribuiti.

Da un lato, il nuovo testo contrattuale rafforza la funzione sociale dell’istituto, indicando come prioritarie le richieste avanzate dai genitori con figli in età scolastica e dai lavoratori che svolgono attività di caregiver. Dall’altro, una recente risposta dell’ARAN chiarisce come debba essere calcolata l’incidenza dei permessi per motivi personali quando il dipendente opera con un orario multiperiodale caratterizzato da giornate lavorative ridotte.

Si tratta di due novità che interessano direttamente migliaia di lavoratori del comparto pubblico e che contribuiscono a definire in modo più preciso il funzionamento di uno degli strumenti di flessibilità più utilizzati nelle amministrazioni.

Cos’è l’orario multiperiodale e come funziona

L’orario multiperiodale rappresenta una particolare modalità di organizzazione del tempo di lavoro che consente all’amministrazione di distribuire diversamente l’orario durante l’anno, adattandolo alle reali esigenze del servizio.

In pratica, nei periodi caratterizzati da un’intensificazione dell’attività lavorativa il personale può prestare un numero maggiore di ore, mentre nei mesi in cui il carico di lavoro diminuisce viene previsto un corrispondente recupero attraverso una riduzione dell’orario ordinario.

Il principio che ispira questo sistema è semplice: mantenere invariato il monte ore complessivo previsto dal contratto, distribuendolo però in maniera più funzionale alle esigenze operative dell’ente.

Questa soluzione è ormai adottata da numerose amministrazioni, soprattutto nei servizi che registrano picchi di attività durante specifici periodi dell’anno.

La bozza del nuovo CCNL introduce una priorità per la conciliazione vita-lavoro

Tra gli aspetti più significativi della bozza di rinnovo contrattuale sottoscritta nei giorni scorsi figura un’integrazione dell’articolo dedicato proprio all’orario multiperiodale.

Pur confermando l’impianto già previsto dal precedente contratto, il nuovo testo aggiunge un elemento di particolare rilievo: nell’applicazione dell’istituto dovranno essere privilegiate le esigenze di conciliazione tra attività lavorativa e vita familiare.

In particolare, viene espressamente indicata la necessità di dare priorità:

La previsione rafforza un orientamento ormai consolidato nella contrattazione pubblica, sempre più attenta ai temi del welfare organizzativo e della sostenibilità dei tempi di lavoro.

L’obiettivo è quello di favorire un’organizzazione più flessibile che tenga conto non solo delle esigenze dell’amministrazione, ma anche delle necessità personali e familiari dei dipendenti.

Il quesito posto all’ARAN

Accanto alle novità contenute nella bozza contrattuale, è arrivato anche un importante chiarimento interpretativo dell’ARAN attraverso la risposta protocollo n. 5026 del 2026.

Il quesito riguardava un caso molto pratico.

Un’amministrazione aveva chiesto come dovesse essere calcolato un permesso per motivi personali fruito per l’intera giornata quando il lavoratore si trova nel periodo di minor carico di lavoro previsto dall’orario multiperiodale.

In questa fase, infatti, il recupero delle ore precedentemente lavorate può avvenire mediante una riduzione giornaliera dell’orario ordinario. Da qui nasceva il dubbio: se in quella giornata il dipendente utilizza un permesso retribuito per l’intera giornata, quante ore devono essere sottratte dal suo monte ore?

La riduzione giornaliera potrebbe infatti essere inferiore alle tradizionali sei ore convenzionali previste dal contratto, facendo sorgere possibili interpretazioni differenti.

La risposta dell’ARAN: il criterio delle sei ore resta invariato

L’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ha fornito una risposta chiara, eliminando ogni incertezza applicativa.

Secondo l’ARAN, anche quando il recupero dell’orario multiperiodale avviene attraverso una riduzione quotidiana dell’orario di lavoro, il permesso per motivi personali utilizzato per l’intera giornata continua a seguire il criterio già previsto dal contratto.

In altre parole, l’incidenza dell’assenza sul monte ore del dipendente rimane convenzionalmente pari a sei ore.

Non rileva quindi il numero effettivo di ore che il lavoratore avrebbe dovuto prestare in quella specifica giornata: continua ad applicarsi la regola generale stabilita dall’articolo 32 del CCNL.

Perché il chiarimento è importante

La risposta dell’ARAN assume particolare rilievo perché garantisce uniformità di comportamento tra tutte le amministrazioni pubbliche.

Senza questo chiarimento si sarebbe potuto assistere a prassi differenti tra enti diversi, con possibili disparità di trattamento tra lavoratori appartenenti allo stesso comparto.

La conferma del criterio convenzionale delle sei ore evita inoltre complicazioni nei sistemi di gestione delle presenze e rende più semplice l’applicazione della disciplina contrattuale.

Dal punto di vista operativo, gli uffici del personale possono continuare ad applicare una regola unica anche nelle situazioni caratterizzate da una diversa articolazione dell’orario giornaliero.

Maggiore attenzione alle esigenze familiari

Se il chiarimento dell’ARAN riguarda un profilo tecnico della gestione dei permessi, la modifica introdotta nella bozza del nuovo CCNL assume invece una portata più ampia.

La scelta di valorizzare le esigenze dei genitori con figli in età scolastica e dei caregiver conferma una tendenza ormai evidente nella contrattazione del pubblico impiego: utilizzare gli strumenti organizzativi anche come leve di inclusione e benessere lavorativo.

L’orario multiperiodale non viene più considerato esclusivamente una modalità per soddisfare le esigenze dell’amministrazione, ma diventa anche uno strumento capace di favorire un migliore equilibrio tra responsabilità professionali e vita privata.

In un contesto caratterizzato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle attività di assistenza familiare e dalle difficoltà di conciliazione dei tempi di cura dei figli, questa impostazione potrebbe incidere concretamente sull’organizzazione quotidiana del lavoro pubblico.

Cosa cambia per i dipendenti delle Funzioni Locali

Le novità delineano un quadro più definito sotto due profili distinti.

Da una parte, la futura disciplina contrattuale orienta le amministrazioni verso una gestione dell’orario multiperiodale che tenga maggiormente conto delle situazioni familiari più delicate, attribuendo una particolare attenzione ai lavoratori con figli in età scolastica e a chi assiste persone fragili.

Dall’altra, il chiarimento interpretativo dell’ARAN conferma che, anche nei periodi in cui l’orario ordinario viene ridotto per effetto del recupero delle ore precedentemente lavorate, i permessi per motivi personali fruiti per l’intera giornata continuano a incidere convenzionalmente per sei ore.

Due interventi diversi ma complementari che contribuiscono a rendere più certa l’applicazione delle regole contrattuali e a rafforzare l’equilibrio tra flessibilità organizzativa, tutela dei lavoratori e uniformità interpretativa all’interno delle amministrazioni pubbliche.

Il testo del parere ARAN

Qui il documento completo.