Milano – Ornella raccontata da chi la conosceva bene. “Anche se può sembrare strano che all’età di novantuno anni la scomparsa di una persona cara possa prendere tutti di sorpresa, con lei è stato proprio così”, racconta Pacifico - vero nome Luigi “Gino“ De Crescenzo - parlando di “Diario sentimentale di una donna libera” lo spettacolo di parole e musica stasera al Piccolo Teatro Strehler per ricordare l’amica nel giorno del suo 92° compleanno. Un viaggio nell’universo Vanoni diretto da Gabriele Russo che, oltre alla presenza del cantautore milanese, conta sulla voce di Simona Boo e sul pianoforte Carlo Gaudiello. Si replica al Teatro Sociale di Busto Arsizio il 13 febbraio.
Gino, tutto prende vita dalle pagine dell’autobiografia, anzi del “diario sentimentale” come preferiva chiamarla lei, “Vincente o perdente” che avevate dato alle stampe nel 2025.
“Lo spettacolo è sbocciato come una sorta di diario parallelo che annotavo durante la stesura del libro. Quando proposi ad Ornella di portarlo assieme a teatro, mi rispose di no, perché non voleva mettersi a imparare cose nuove. Le spiegai che era solo una raccolta di impressioni e momenti vissuti al suo fianco. Quando è mancata, avendo già gran parte del materiale pronto, l’ho perfezionato andando a riascoltarmi le registrazioni delle nostre conversazioni per estrarne frammenti, pensieri e notazioni”.
Cosa ne esce?
“Sul palco quello di Ornella non si avverte come un ricordo da archiviare, ma è piuttosto l’illusione viva di una presenza. Nello spettacolo non mancano inserti audio originali registrati al telefonino con rumore d’ambiente in sottofondo, in cui lei interviene, mi punzecchia, condivide riflessioni su temi pure complessi come quello dell’eutanasia. Nel testo ho persino scelto di conservare il tempo presente, perché lei, anche se non c’è, c’è”.

Pacifico
Com’è costruita la narrazione?
“La drammaturgia segue la struttura del libro, rifiutando lo schema rigido della biografia tradizionale. Brillante com’era, lei non avrebbe certo gradito un freddo elenco cronologico della propria vita. Così, abbiamo scelto di partire dalla fine, raccontando il rapporto con la vecchiaia e quella lotta impari che affrontava con coraggio, parlando apertamente della morte e persino della possibile interruzione volontaria della vita nel caso in cui le cose si fossero messe male. Il racconto procede a ritroso, come una biografia rovesciata, fino a ritrovare ‘Orla bimba’”.
Veniamo al repertorio.
“Da musicista avevo pensato di raccogliere le ‘orfanelle’, come le chiamava lei, ovvero quelle gemme del repertorio rimaste per qualche strano disegno del destino lontane dalla popolarità di tante altre hit. Poi, però, mi sono reso conto di quanto i suoi grandi successi - da ‘L’appuntamento’ a ‘Senza fine’ - rimangano pilastri fondamentali della nostra cultura e ho puntato su quelli. Anche perché il pubblico sente il bisogno di cantarli con noi dando vita a un rituale collettivo”.
C’è un grosso fermento attorno a questo anniversario.
“Fino all’ultimo Ornella è rimasta straordinariamente attiva e proiettata verso nuovi progetti. La ripubblicazione, a novembre, de ‘La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria’ è un’iniziativa meritoria, che riporta uno dei suoi dischi più belli anche a quei ventenni che oggi scoprono nei suoi brani una traccia purissima di libertà. E poi c’è l’inedito scritto per lei da Paoli, in radio proprio questa notte, e quel murale in via Melchiorre Gioia che Milano ha voluto dedicarle a riconoscimento del valore fondamentale che la caratterizza sul panorama della cultura italiana”.