Elephants

Ospedale di Cles, tre dei quattro medici dimissionari fanno

October 1, 2026

Tre dei quattro medici che, qualche giorno fa, avevano presentato le proprie dimissioni, con l'intenzione di lasciare il reparto di ortopedia dell'ospedale del capoluogo della val di Non, hanno fatto marcia indietro: l'unico a non tornare sui propri passi, da quanto risulta, è stato il primario. "A noi interessava rimettere la palla al centro: da un lato garantire la continuità dei servizi all’ospedale di Cles - ha commentato il Governatore trentino -, dall’altro far capire chiaramente che certi comportamenti non sono consoni nei rapporti di lavoro"

CLES. L'emergenza è rientrata.

Tre dei quattro medici che, qualche giorno fa, avevano presentato le proprie dimissioni, con l'intenzione di lasciare il reparto di ortopedia dell'ospedale di Cles (Qui articolo), hanno fatto marcia indietro: l'unico a non tornare sui propri passi, da quanto risulta, è stato il primario.

A darne notizia è stata la Provincia autonoma di Trento con una nota ufficiale nella quale si legge che "i medici ortopedici in organico nella struttura restano regolarmente in servizio a Cles. Nella mattinata di oggi hanno incontrato il direttore generale di Asuit e hanno ritirato le dimissioni confermando la continuità e la piena efficienza nell’erogazione delle prestazioni ai cittadini".

Il presidente della Provincia e l'assessore provinciale alla salute Mario Tonina, assieme al direttore generale di Asuit Antonio Ferro e al dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Pat Andrea Ziglio, hanno voluto comunicarlo direttamente agli amministratori locali, la sindaca di Cles Stella Menapace, al vice sindaco Aldo Dalpiaz, al presidente della Comunità Val di Non Martin Slaifer Ziller e al presidente della Comunità della Val di Sole Lorenzo Cicolini, tutti convocati in piazza Dante nella mattinata di oggi, giovedì 1 ottobre.

"A noi interessava rimettere la palla al centro: da un lato garantire la continuità dei servizi all’ospedale di Cles - ha aggiunto il Governatore Maurizio Fugatti -, dall’altro far capire chiaramente che certi comportamenti non sono consoni nei rapporti di lavoro, né tra dipendenti e Azienda sanitaria, né tra pubblico e privato. Oggi possiamo confermare e garantire la piena operatività dell’ortopedia e la continuità dei servizi dell’ospedale Valli del Noce. Ci tenevamo a informare direttamente gli amministratori locali, che presidiano in prima linea le esigenze del territorio: la collaborazione e la diplomazia di questi giorni dimostrano che, facendo squadra, le criticità si superano".

La vicenda aveva portato anche ad un duro scontro politico tra il Patt della Val di Non e la consigliera provinciale di Casa Autonomia Paola Demagri, ex delle Stelle Alpine (Qui articolo).

"Investiamo circa 1,6 miliardi di euro nel servizio sanitario pubblico provinciale, mentre solo una piccola delle risorse è destinata al privato convenzionato - ha sottolineato Tonina -: riconosciamo il contributo importante che le strutture private possono dare, anche per aiutarci a fronteggiare la carenza di personale e la crescente domanda di prestazioni da parte dei cittadini, ma è fondamentale che vi sia il massimo rispetto reciproco nei rapporti con le istituzioni pubbliche e con l’Azienda sanitaria. L’azione condotta dal presidente in questi giorni ha portato al risultato sperato, dando una risposta concreta e di grande soddisfazione per la comunità delle Valli del Noce".

"La direzione strategica di Asuit sottolinea la volontà di proseguire nel percorso di rafforzamento del presidio di Cles - si legge ancora nella nota della Provincia -, garantendo la piena continuità e la qualità dei servizi offerti all'utenza. Il presidio ospedaliero di Cles si conferma centrale nella programmazione e nelle strategie dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, che continua a investire sul consolidamento dei servizi e delle strutture sul territorio. A dimostrazione di questa costante attenzione, per coprire ruoli chiave di responsabilità medica nei posti che si sono resi vacanti nell’ultimo periodo, sono già stati banditi, i concorsi destinati alla copertura del posto di direttore dell’Unità operativa di chirurgia e di facente funzioni per l'Unità operativa di anestesia e rianimazione. Da parte di Solatrix è emersa una significativa disponibilità a trovare una soluzione condivisa e a rafforzare il percorso di integrazione con il sistema sanitario trentino".