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Ospedale di Perugia, nuova Tac e nuova risonanza: investimento da 2,2 milioni

August 23, 2026
Un corridoio dell’ospedale di Perugia (©️Fabrizio Troccoli )

Nel giro di un anno e mezzo due reparti dell’ospedale di Perugia potranno contare su una nuova risonanza magnetica e una nuova tac. L’Azienda ospedaliera ha infatti dato il via libera, nelle scorse ore, ai progetti per l’ammodernamento tecnologico dei due reparti, per un investimento complessivo di 2,2 milioni di euro.

I progetti I due interventi riguardano la sostituzione della risonanza magnetica da 1,5 Tesla installata nel 2014 in Neuroradiologia e della Tac in funzione dal 2015 al pronto soccorso. Per la risonanza l’investimento ammonta a 1,5 milioni di euro, con 1,425 milioni di fondi statali e 75mila euro di cofinanziamento regionale. Il nuovo sistema è destinato a sostituire un’apparecchiatura arrivata al termine del proprio ciclo di vita tecnologico, con l’obiettivo di aumentare l’affidabilità del servizio, migliorare la qualità delle immagini e ridurre i tempi di acquisizione, con particolare attenzione ai pazienti fragili o con difficoltà a mantenere la posizione durante l’esame.

La risonanza Il progetto prevede un sistema da 1,5 Tesla di ultima generazione, dotato di soluzioni per diverse applicazioni diagnostiche, dalla neuroradiologia agli esami muscolo-scheletrici, cardiologici, vascolari, addominali e pelvici, oltre all’integrazione con i sistemi informatici ospedalieri. Dei 1,5 milioni complessivi, 900mila euro sono destinati alla fornitura della tecnologia e 343.050 euro ai lavori di adeguamento, mentre la parte restante riguarda Iva, imprevisti e altre somme a disposizione dell’amministrazione.

Pronto soccorso Per la Tac del pronto soccorso sono previsti 700mila euro, finanziati per 665mila euro dallo Stato e per 35mila euro dalla Regione. Il nuovo apparecchio, un sistema per esami dell’intero corpo con almeno 128 strati acquisiti per rotazione, sostituirà quello installato nel 2015, sottoposto a un utilizzo continuo e particolarmente intenso. Il tutto con lo scopo di aumentare velocità e affidabilità della diagnostica nelle situazioni di emergenza, tra cui ictus, politraumi e urgenze vascolari, cardiotoraciche e addominali e così via. Previsti anche sistemi per ridurre la dose di radiazioni e software specifici per gli esami neurologici, l’angio-Tac, la perfusione cerebrale e le applicazioni cardiovascolari, oltre all’integrazione con i sistemi informativi ospedalieri. La fornitura della nuova tecnologia vale 430mila euro, mentre i lavori ammontano a quasi 212mila. Gli interventi comprendono la rimozione della vecchia apparecchiatura, l’adeguamento delle schermature anti-radiazioni, le opere edili e l’adeguamento degli impianti elettrici, meccanici e idrico-sanitari.

L’iter I due progetti arrivano all’approvazione dopo un iter avviato nel dicembre 2022, quando l’Azienda ospedaliera ha trasmesso alla Regione le prime proposte per gli investimenti. Nel caso della risonanza magnetica, il progetto iniziale prevedeva una macchina da 3 Tesla, poi modificata nel corso dell’istruttoria fino all’attuale intervento da 1,5 Tesla. Negli anni successivi è stata ulteriormente definita la programmazione e garantita la copertura finanziaria, fino alla firma, nel maggio scorso, dell’accordo definitivo per l’utilizzo dei fondi statali destinati agli investimenti sanitari previsti dall’articolo 20 della legge 67 del 1988.

I tempi Il cronoprogramma prevede complessivamente circa 18 mesi per ciascun intervento. In questa fase la sostituzione delle apparecchiature richiederà una programmazione coordinata con i reparti, dato che le sale diagnostiche resteranno temporaneamente indisponibili durante alcune fasi dei lavori. L’Azienda prevede quindi di organizzare gli interventi in modo da limitare l’impatto sull’attività assistenziale e mantenere la continuità dei percorsi di emergenza e di cura.