Due secoli di indizi senza prove
Un pipistrello diffuso in Africa vive a Pantelleria. La specie è il nitteride di Tebe, nome scientifico Nycteris thebaica, e in Europa la sua presenza non era mai stata confermata prima d’ora. A documentarla è stato un gruppo di ricerca internazionale, che ha lavorato con un campionamento acustico mirato sull’isola in provincia di Trapani. I richiami registrati sono almeno due, e appartengono a due esemplari diversi.
Non un avvistamento, una registrazione
Il dato va letto con precisione. Nessuno ha visto l’animale. I ricercatori ne hanno registrato la voce.
I richiami del nitteride di Tebe sono estremamente deboli e ad alta frequenza. Restano invisibili ai monitoraggi convenzionali, che su quelle intensità non arrivano.
È il motivo per cui la specie era sfuggita fino a oggi. Non perché mancassero gli osservatori, ma perché gli strumenti usati in passato non erano tarati per sentirla.
Montagna Grande e gli ultrasuoni calibrati
Il lavoro si è svolto a Montagna Grande, il rilievo che domina l’isola. I ricercatori hanno posizionato apparecchiature a ultrasuoni calibrate in punti scelti.
La scelta dei luoghi non è stata casuale. Il termine usato dal gruppo di ricerca è “strategici”, e la strategia riguarda proprio la possibilità di intercettare frequenze che altrove sarebbero andate perse.
Da quelle registrazioni è arrivata la documentazione della presenza della specie sull’isola.
Almeno due esemplari
Il dettaglio che cambia il significato della scoperta riguarda il numero. Le registrazioni non riportano un individuo isolato.
Ci sono almeno due animali. Volano insieme e interagiscono comunicando tra loro.
Un esemplare solo si spiegherebbe con un arrivo accidentale dal continente africano. Due che si parlano sono un’altra cosa. Secondo i ricercatori potrebbe trattarsi di una piccola popolazione, sfuggita per due secoli alle ricerche degli zoologi.
Due secoli di indizi senza prove
Prima di questo lavoro non esisteva alcuna documentazione europea della specie. Nessun esemplare conservato in museo. Nessuna descrizione. Nessun riferimento a località precise.
Restavano soltanto indicazioni generiche. Brevi cenni contenuti in alcune monografie di naturalisti dell’Ottocento dedicate alla fauna siciliana.
Erano tracce troppo vaghe per costituire una prova. Sono servite due secoli e una tecnologia diversa per trasformarle in un dato verificabile.
Chi ha finanziato la ricerca
Il progetto ha avuto quattro sostegni economici distinti.
Il primo è il finanziamento del Parco nazionale di Pantelleria. A questo si è aggiunto il premio di ricerca Humboldt della Fondazione Alexander von Humboldt.
Completano il quadro i finanziamenti della Heidehof Stiftung GmbH e della Fondazione Leibniz.
Cosa resta da chiarire
La documentazione acustica prova la presenza, non la consistenza. Quanti siano gli animali sull’isola, dove si rifugino e da quanto tempo siano stabili a Pantelleria resta da stabilire.
Il gruppo di ricerca parla di una possibile piccola popolazione. È un’ipotesi che le registrazioni rendono plausibile, non un dato acquisito.