Sono bastate due fotografie scattate nella cappellina del Gemelli, durante la Messa celebrata ieri mattina da Leone XIV, ad allontanare molti dei timori che avevano accompagnato il suo ricovero. Le mani rosee, senza gonfiori, che sollevano l’ostia, le braccia alzate con naturalezza durante la consacrazione, il volto concentrato, senza segni evidenti di sofferenza nonostante il recente intervento al polmone. E poi la Comunione distribuita personalmente ai presenti. Pochi fotogrammi, ma sufficienti a restituire l’immagine di un Pontefice in ripresa, visibilmente più in forze di quanto qualcuno temesse. A confermare i progressi ci sono anche gli accertamenti clinici. Gli esami del sangue e le radiografie indicano «il costante miglioramento delle condizioni generali». Proseguono le sedute di fisioterapia respiratoria e il recupero gli consente ormai di svolgere le «normali attività quotidiane in completa autonomia». Mercoledì sera non ha mancato poi di guardarsi la partita della Roma (la sua squadra del cuore) contro il Real Madrid in Champions League. Un quadro incoraggiante, soprattutto se confrontato con la prudenza manifestata appena due giorni fa dal segretario di Stato, Parolin. Interpellato sulle possibili conseguenze della malattia per il futuro del pontificato, il cardinale non aveva escluso che dopo la convalescenza, se necessario, il Papa avrebbe dovuto «rimodulare» gli impegni e le modalità del suo ministero. Le fotografie diffuse dal Gemelli sembrano aver rassicurato anche lui. «L’intervento è andato bene, la degenza sembra stia andando bene e la convalescenza pure», ha osservato Parolin, riconoscendo nelle immagini un segnale positivo. Nessuna anticipazione, invece, sull’Angelus domenicale se si farà al Gemelli o al Palazzo Apostolico: il segretario di Stato ha spiegato di non avere «informazioni precise», anche perché non ha ancora incontrato personalmente il Pontefice dopo l’operazione. Al decimo piano del policlinico sono invece saliti, anche ieri, il Sostituto, monsignor Rudelli, e i cardinali Tagle e Reina, ricevuti in momenti diversi della giornata. Visite che confermano la graduale ripresa dei contatti istituzionali.
I PREPARATIVI
E proprio dalla macchina organizzativa della Santa Sede arriva un altro segnale significativo. Il Vaticano non ha rallentato i preparativi per il viaggio di Leone XIV in America Latina, previsto per novembre, e ha persino reso noto l’elenco dei giornalisti ammessi al volo papale. Un passaggio apparentemente burocratico, ma tutt’altro che irrilevante. Non è ancora una garanzia che il viaggio si farà perché i medici avranno l’ultima parola. Restano inoltre da valutare gli esiti degli esami istologici, importanti per definire le caratteristiche del tumore e gli eventuali passi successivi. Nel frattempo, durante la Messa al Gemelli, Leone XIV ha voluto ringraziare tutti coloro che lavorano nell’ospedale e a commuoverlo sono state soprattutto alcune lettere arrivate dai piccoli pazienti del reparto oncologico. Una, accompagnata da diversi cuoricini disegnati uno dentro l’altro, porta la firma di Angelo, sette anni, di Taurisano. «Caro Papa Leone, sono qui al decimo piano da 36 giorni. Anche io ho subito un intervento in testa. Io e la mia mamma preghiamo per te tutte le sere. Ti auguro una buona guarigione».
I DOSSIER
Intanto, accanto alla ripresa fisica, procede quella lavorativa. I dossier più urgenti hanno ricominciato a raggiungere la stanza del decimo piano, dove vengono esaminati. Anche l’ordinaria amministrazione ecclesiastica va avanti: ieri sono state annunciate altre due nomine episcopali, riguardanti i nuovi ausiliari di Madrid. Resta aperto soprattutto il nodo dell’Angelus. Ieri mattina, negli ambienti vaticani, circolava persino l’ipotesi, non confermata, di dimissioni già nella giornata di oggi, in anticipo rispetto alla settimana di degenza inizialmente indicata dai medici. Una prospettiva che, se si concretizzasse, potrebbe consentire a Leone XIV di tornare a recitare la preghiera domenicale dalla finestra del Palazzo Apostolico. L’alternativa sarebbe un Angelus dal Gemelli, come già avvenuto con i suoi predecessori. Nessuna decisione è stata ancora presa. Ma il fatto stesso che si cominci a ragionare sul luogo dal quale il Papa potrebbe affacciarsi domenica, anziché soltanto sulle sue condizioni cliniche, racconta quanto sia cambiato il clima attorno alla sua convalescenza. Dalla preoccupazione dei primi giorni si è passati a una prudente fiducia. E quelle due fotografie, più di molti bollettini hanno contribuito a trasmetterla.
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