Via Dorso e via Giudiuli per i bus turistici quando il cantiere prenderà possesso dell’ex Foro Boario. Il parcheggio Settelacquare e un collegamento con il City Terminal tra le soluzioni già individuate per fronteggiare lo stop agli attuali spazi di sosta. E poi una rivoluzione destinata a cambiare stabilmente la circolazione in una delle principali porte d’ingresso a Lecce: una corsia di viale Porta d’Europa riservata agli autobus, auto in uscita dirottate su via Adriatica e via della Lira Italiana, due accessi distinti al nuovo parcheggio e una sola uscita. Prima gli inevitabili disagi e lo spostamento dei servizi, dunque. Poi un nuovo assetto dei flussi destinato a modificare il modo di entrare e uscire dalla città. È la partita della mobilità che si apre attorno al nuovo Hub dell’Intermodalità da 29 milioni di euro. Il primo banco di prova sarà il cantiere: gli attuali spazi dell’ex Foro Boario diventeranno indisponibili per automobili e pullman turistici. Uno studio ha già individuato le possibili alternative: Settelacquare, un collegamento con il City Terminal e, per i bus turistici, spazi lungo via Dorso e via Giudiuli. Le modalità saranno definite prima dell’avvio dei lavori.
Ma è l’assetto a opera ultimata a segnare il cambiamento più profondo. L’accesso e l’uscita principali del trasporto pubblico e dei bus turistici saranno concentrati nel tratto di viale Porta d’Europa compreso tra le due rotatorie. Ai bus sarà riservata la corsia in direzione di uscita dalla città, mentre il traffico privato sarà deviato su via Adriatica e via della Lira Italiana, con successiva immissione sulla statale 613. Due gli accessi al multipiano: via Adriatica per chi proviene dal centro e via della Lira Italiana per chi arriva dalla statale. Unica l’uscita, su via della Lira Italiana.
Sono alcune delle novità contenute nel Pfte del nuovo Hub, approvato mercoledì dalla Giunta comunale. L’atto, verificato e validato il 23 settembre, apre ora la strada alla gara per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dei lavori. Il progetto prevede un parcheggio multipiano fuori terra su tre livelli con circa 763 posti auto, di cui 16 per persone con mobilità ridotta, e 14 posti moto. Il terminal avrà cinque stalli per autobus urbani ed extraurbani e undici per quelli turistici, oltre a una velostazione da circa cento biciclette. «Questo è uno dei progetti più importanti per il futuro di Lecce», dichiara il sindaco Adriana Poli Bortone. «Stiamo intervenendo su un luogo strategico, che ogni giorno mette in relazione la città con il territorio e rappresenta per moltissime persone il primo punto di contatto con Lecce. Per questo non stiamo semplicemente costruendo un parcheggio o riorganizzando un terminal: stiamo progettando una nuova porta della città. Il nuovo Hub darà ordine e qualità a questa funzione, consentirà di cambiare mezzo di trasporto con maggiore facilità, offrirà servizi a chi viaggia e renderà più moderno, funzionale e accogliente l’ingresso a Lecce. È un’infrastruttura destinata a incidere concretamente sulla vita quotidiana, sulla mobilità e sull’immagine stessa della nostra città».
Una hall ospiterà spazi di attesa, biglietteria, servizi igienici, caffetteria e locali per gli operatori. Previsti percorsi pedonali e ciclabili, aree verdi e la predisposizione per la futura ricarica elettrica fino a 154 posti auto. «La vera forza dell’Hub sta nell’insieme di queste funzioni», prosegue il sindaco. «Il parcheggio multipiano, il terminal degli autobus, gli spazi per i bus turistici, la velostazione, i collegamenti pedonali e ciclabili e i servizi non sono interventi separati, ma parti di un unico grande progetto di mobilità urbana. Vogliamo offrire alle persone possibilità di spostamento più semplici e organizzate e trasformare l’ex Foro Boario in un punto di riferimento moderno, efficiente e all’altezza del ruolo che Lecce svolge per l’intero territorio salentino». Alle spalle del via libera c’è anche il cambio della soluzione progettuale.
L’ipotesi iniziale di tre livelli interrati si è scontrata con la presenza di roccia già tra 50 centimetri e un metro di profondità: avrebbe richiesto circa 80.500 metri cubi di scavi e portato i lavori oltre 31 milioni. Anche due livelli interrati avrebbero superato il tetto disponibile. Da qui il multipiano fuori terra. «Abbiamo affrontato e affrontiamo una corsa contro il tempo, consapevoli dell'importanza di non perdere neppure un giorno e di rispettare gli impegni amministrativi e le scadenze del percorso progettuale», afferma Poli Bortone. «Dietro l'approvazione di oggi c'è un lavoro enorme, fatto di verifiche, approfondimenti tecnici, interlocuzioni, aggiornamenti progettuali e adempimenti amministrativi che hanno richiesto grande impegno e senso di responsabilità».
«Per questo desidero rivolgere un ringraziamento particolare a tutti i funzionari e tecnici degli uffici comunali coinvolti, che hanno lavorato con competenza, determinazione e continuità, anche in tempi estremamente serrati. In una procedura di questa complessità, ogni approfondimento, ogni verifica e ogni passaggio amministrativo sono stati essenziali per raggiungere questo risultato. A loro va il mio sincero ringraziamento per l'impegno profuso e per aver consentito all'Amministrazione di compiere oggi questo passaggio fondamentale. Ora la stessa determinazione dovrà accompagnarci nella fase successiva: la gara e, quindi, la realizzazione dell'opera».
Il quadro economico resta fissato a 29 milioni, oltre 22,2 per i lavori. Ora toccherà al Rup Giovanni Puce avviare gli atti per l’appalto integrato. Ora la corsa è sui tempi: gara d’appalto e contratto da firmare entro il 31 dicembre, quindi l’avvio del cantiere tra febbraio e marzo. Da quel momento serviranno 18 mesi per completare l’opera
«Ai cittadini chiediamo pazienza, comprensione e collaborazione», conclude Poli Bortone. «Sappiamo che un’opera di queste dimensioni potrà determinare disagi temporanei. Sarà nostro compito contenerli, organizzare le alternative e informare cittadini, operatori e visitatori». Ma l’invito è a «guardare oltre il periodo del cantiere»: «Ci saranno sacrifici e cambiamenti temporanei nelle abitudini di mobilità, ma il nuovo Hub cambierà il modo in cui si entra in città, ci si sposta e Lecce accoglie chi arriva. I disagi saranno temporanei, mentre il valore di quest’opera resterà nel tempo».