REGGIO CALABRIA Firmare o rinviare? Decidere o aspettare? È la domanda che pesa ogni giorno sulla scrivania di sindaci, dirigenti e funzionari pubblici, e da cui è partita questo pomeriggio, all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, la due giorni voluta dalla Corte dei conti su evoluzione dei controlli e riforma della responsabilità erariale, nell’ottica della semplificazione e del buon andamento. Il convegno arriva in un momento chiave: la sfida del PNRR, dopo la crisi pandemica, ha riportato in primo piano l’esigenza di un’amministrazione meno burocratizzata, in grado di rispondere con tempestività alle attese di cittadini e imprese. Ma come si semplifica senza abbassare la guardia sulla legalità? È il nodo attorno a cui ruotano i lavori, tra controllo esterno della Corte (articolo 100 della Costituzione) e giurisdizione in materia di contabilità pubblica (articolo 103), alla luce della Legge n. 1 del 2026. Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del rettore dell’Ateneo, Giuseppe Zimbalatti, del presidente della Corte dei conti, Guido Carlino, del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, del sottosegretario al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, e del prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro.
Zimbalatti: «Spendere bene e spendere correttamente devono coincidere»
Padrone di casa e primo a prendere la parola, il rettore Giuseppe Zimbalatti ha ringraziato la Corte dei conti per aver scelto Reggio Calabria e l’Ateneo come sede del confronto: «La scelta di realizzare qui un dibattito di rilievo nazionale sulla qualità dell’amministrazione pubblica ci onora e assume per noi un significato importante», ha detto. «Accogliamo questa scelta come un segno di fiducia nel ruolo dell’Università in generale, ma della Mediterranea in particolare, quale luogo di elaborazione scientifica». Poi il richiamo al cuore del convegno: «Le regole chiare sono alla base dell’efficacia della spesa, soprattutto in alcune aree dove è particolarmente difficile spendere bene e spendere correttamente. Le due cose devono coincidere: la spesa buona e la spesa corretta, e questo avviene attraverso la conoscenza e il rispetto delle regole». Il rettore ha anche rivendicato la scelta di far partire prima le celebrazioni de La notte europea dei ricercatori che in Europa cadono convenzionalmente l’ultimo venerdì di settembre. «È ormai nostra consuetudine iniziare un po’ prima e soprattutto finire un po’ dopo», ha spiegato, «perché non si può esaurire in una sola giornata il nostro rapporto con la città e con il territorio». Per Zimbalatti, iniziative come questa consolidano il posizionamento dell’Ateneo e portano ai giovani i concetti di legalità e trasparenza, «i messaggi fondamentali» della Corte, anche attraverso un’attività che ha definito, «passatemi il termine», promozionale: «arriva direttamente agli occhi e alla mente dei nostri giovani».
Carlino: «La Corte ha sempre posto paletti ben significativi»
«Sono temi fondamentali per la vita della pubblica amministrazione del nostro Paese, – ha detto il presidente Carlino -, che richiedono un’attenzione non soltanto da parte della pubblica amministrazione, ma anche da parte degli organi di controllo della Corte dei conti, che tradizionalmente ha sempre accompagnato, attraverso le sue attività di controllo e consultive, la vita della pubblica amministrazione, indicando quei percorsi di legalità che necessariamente devono essere portati avanti dalle amministrazioni. La Corte, attraverso le sue attività di controllo, anche attraverso l’attività giurisdizionale e l’attività consultiva, ha sempre posto dei paletti ben significativi all’attività della pubblica amministrazione, indicando le strade che vanno percorse per il raggiungimento di obiettivi di legalità, di efficienza ed efficacia dell’azione pubblica». E ancora: «Il tema della trasparenza, della semplificazione impatta fortemente con le funzioni che la Corte dei conti svolge sia in sede di controllo, in sede consultiva, ma anche in sede giurisdizionale, ed è un tema significativo anche alla luce della riforma che ha riguardato la Corte dei conti».


Wanda Ferro: la “fatica amministrativa” e la paura della firma
Il sottosegretario ha ricordato che i controlli non sono burocrazia, sono un presidio di legalità. Semplificare, ha detto, non può significare rinunciare a quel presidio. Ma le regole devono essere chiare, perché chi amministra deve sapere quali decisioni può prendere e quali responsabilità ne discendono. Ha ricordato che la Corte costituzionale, nel 2024, ha riconosciuto una vera e propria “fatica amministrativa”: un intreccio di leggi, regolamenti e norme secondarie che alimenta la paura della firma e la burocrazia difensiva, per cui rinviare sembra più prudente che scegliere. A pagarne il prezzo sono soprattutto gli amministratori dei piccoli Comuni: pochi funzionari chiamati a occuparsi insieme di appalti, servizi sociali, edilizia scolastica, viabilità, protezione civile, rifiuti, sicurezza del territorio. Un’opera che non parte, un finanziamento non utilizzato, un servizio in ritardo: conseguenze che ricadono sulla comunità. La ricetta: tutelare chi agisce in buona fede senza attenuare il principio di responsabilità, definire in modo chiaro e proporzionale la colpa grave, distinguere le condotte davvero gravi dagli errori maturati in un quadro normativo incerto. E valorizzare il controllo preventivo di legittimità e la funzione collaborativa della Corte, che accompagnano l’amministrazione fin dall’inizio e riducono il rischio di contenzioso. Ferro ha infine auspicato che il testo unico degli enti locali approdi presto in porto, con un parere della Corte dei conti.
Occhiuto: «Un paese coraggioso»
Toni più concreti dal presidente della Regione. Occhiuto non è entrato nel merito della legge e ha raccontato la sua esperienza: cinque anni alla guida della Calabria e un rapporto con la Corte vissuto nel modo più utile possibile. Con una battuta: il giorno della parifica non è, per un presidente di Regione, il più bello dell’anno. Ma in una regione che sconta un deficit storico di capacità amministrativa, ha spiegato, una magistratura che indica cosa non funziona è un’opportunità. Le osservazioni emerse nei giudizi di parifica gli hanno permesso di orientare i dirigenti su contenziosi, anticipazioni di liquidità e aziende del sistema sanitario. Risultato, ha rivendicato: un avanzo di amministrazione di circa 300 milioni, tra i più alti d’Italia. Poi l’affondo sulla semplificazione. Un paese che da anni, con governi di ogni colore, parla di sburocratizzare e ci riesce poco. L’esempio: dopo i due cicloni di inizio anno, per le opere di difesa e mitigazione del rischio sulle coste servono, ha detto, 19 autorizzazioni preventive. Il tempo passa, lo stato dei luoghi cambia, l’intervento progettato non è più quello utile e costa di più. La proposta: ridurre in modo significativo le autorizzazioni preventive e rafforzare i controlli ex post. Serve, ha concluso, «un paese coraggioso» che si fidi di cittadini, imprese e amministratori, ma che poi sia severo con chi abusa di quella fiducia.
Nel vivo dei lavori
Dopo i saluti si è entrati nel vivo, introdotti e moderati dal presidente aggiunto onorario della Corte dei conti, Carlo Chiappinelli. Il convegno proseguirà domani mattina con la sessione dedicata alla giurisdizione, introdotta e moderata dal consigliere Gianpiero D’Alia, della sezione giurisdizionale regionale della Corte dei conti per la Calabria. Sul tavolo la garanzia del buon andamento e dell’integrità finanziaria, la responsabilità amministrativa come elemento strutturale dell’azione pubblica, il principio di effettività della tutela giurisdizionale, la differenza tra danno civile e danno erariale e la traslazione del rischio di amministrazione tra operatori, amministrazione e assicurazione. Interverranno il presidente della sezione giurisdizionale regionale, Domenico Guzzi, la professoressa Vincenza Caracciolo La Grotteria (Mediterranea), la consigliera di Stato Luciana Giuseppina Barreca, il procuratore regionale del Veneto Paolo Crea e il professor Ulisse Corea (Tor Vergata). Alle 12 il momento clou: la tavola rotonda “Azione amministrativa: regole e risultati”, moderata da Paolo Peluffo, presidente della sezione regionale di controllo della Corte dei conti per l’Umbria. Attorno al tavolo istituzioni, magistratura e amministrazione: la vicesindaca di Reggio Calabria Mariagrazia Arena, già presidente del Tribunale, la Ragioniere generale dello Stato Daria Perrotta, il professor Filippo Vari, componente del Consiglio di presidenza della Corte dei conti, Carolina Lussana, presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, il professor Giovanni Doria, vicepresidente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, e Giuseppe Pavone, dirigente della Regione Calabria. Con una domanda di fondo: come si tengono insieme regole e risultati, senza che la paura della firma paralizzi chi amministra?
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato