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Pavia, ispettore della Penitenziaria aggredito da un detenuto: la denuncia del Sappe

August 20, 2026
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Il Sindacato autonomo polizia penitenziaria chiede un'accelerazione nella dotazione di efficaci strumenti di autodifesa per il personale

La casa circondariale di Pavia Torre del Gallo

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Pavia, 20 agosto 2026 - "Un ispettore della polizia penitenziaria è stato aggredito ieri, all'interno della Casa cirondariale di Pavia Torre del Gallo".

A darne notizia, con comunicato stampa diramato oggi, giovedì 20 agosto, il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che oltre ad esprimere solidarietà al collega coinvolto torna a denunciare "le condizioni di crescente difficoltà nelle quali il personale è costretto quotidianamente a lavorare", sottolineando che "il detenuto sarebbe già stato protagonis

ta di precedenti comportamenti aggressivi e di danneggiamenti all'interno della sezione". L'episodio, in base a quanto riferito dal Sappe, è avvenuto "durante le ordinarie attività ispettive della sezione". Il detenuto avrebbe rivolto prima minacce al poliziotto, passando poi all’aggressione fisica, che ha reso necessario l'intervento di altro personale della Penitenziaria e poi l'accompagnamento del detenuto nell'area sanitaria, per il suo stato di forte agitazione.

"Non possiamo continuare a chiamare emergenza quella che ormai è diventata la quotidianità delle carceri italiane" denuncia Donato Capece, segretario generale del Sappe. "A Pavia un ispettore è stato aggredito mentre svolgeva il proprio lavoro - prosegue il leader del Sappe - in un contesto nel quale il personale deve spesso fronteggiare detenuti violenti, agitati o recidivi nei comportamenti aggressivi. Esprimiamo vicinanza al collega, ma la solidarietà non basta. Servono strumenti concreti di difesa, protocolli operativi efficaci e una precisa assunzione di responsabilità da parte dell'Amministrazione".

L'episodio accaduto nel carcere pavese di Torre del Gallo è l'occasione per il sindacato di tornare a chiedere adeguati strumenti di autodifesa per il personale: "Da anni chiediamo che la polizia penitenziaria abbia gli stessi strumenti di tutela già disponibili per altre forze di polizia. La sperimentazione dello spray al capsicum, introdotta dall'Amministrazione con una circolare del dicembre 2025, è arrivata con un ritardo francamente incomprensibile. Ma anche su questo bisogna evitare soluzioni meramente formali: unoi strumento destinato a essere utilizzato all'interno di una sezione detentiva deve essere realmente idoneo a quel particolare uso operativo. Non si può pensare di equipaggiare un polizioto che lavora in uno spazio chiuso con uno spray concepito per un impiego generico e poi considerare risolto il problema della sicurezza".

Il segretario generale del Sappe sottolinea infatti che "la nebulizzazione in ambienti chiusi rischia di coinvolgere anche gli operatori che stanno intervenendo. Per la polizia penitenziaria occorrono strumenti progettati tenendo conto delle specificità del servizio: getti balistici o soluzioni in gel al capsicum, capaci di circoscrivere maggiormente l'effetto e garantire una maggiore efficacia operativa".

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