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"Per noi parlerà il campo». Cura Rocco al Basket Stars: "Il primo step è la salvezza. Ma serve essere ambiziosi»

August 31, 2026
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Quella di Milano sarà la prima esperienza da capo coach nel femminile. Lo scorso anno aveva lavorato con le ragazze a Tortona come assistente. "Abbiamo scelto le persone prima delle giocatrici: sento la responsabilità".

Quella di Milano sarà la prima esperienza da capo coach nel femminile. Lo scorso anno aveva lavorato con le ragazze a Tortona come assistente. "Abbiamo scelto le persone prima delle giocatrici: sento la responsabilità".

Quella di Milano sarà la prima esperienza da capo coach nel femminile. Lo scorso anno aveva lavorato con le ragazze a Tortona come assistente. "Abbiamo scelto le persone prima delle giocatrici: sento la responsabilità".

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Cambia lo scenario in casa Milano Basket Stars, alla sua seconda stagione in Serie A2 femminile. Dopo l’annata dell’esordio vissuta a Noviglio, ora ha trovato la sua nuova casa per la Serie A2 a Lissone nel nuovo palasport di via Lando Conti. Non è il parquet l’unica novità, ma ancora di più la nomina come capo allenatore di Enrico Rocco, coach del 1971 con un’infinita esperienza nel basket giovanile maschile (anche con le prime squadre e da assistente in Nazionale tra il 2007 e il 2009), che da poco ha varcato il confine dopo l’avventura di una stagione da assistente con Tortona nella Serie A1 femminile dell’anno passato.

La sua carriera è particolare, ha allenato una vita nel settore maschile, poi una svolta improvvisa nel mondo del basket femminile. "Dopo 34 anni di pallacanestro maschile ero davvero incuriosito, era praticamente l’unica cosa che mi mancava a livello di esperienza e mi incuriosiva. Mi sono divertito tanto nell’esperienza dell’anno passato e quindi ho fatto questa scelta di proseguire nel femminile. Vedo una certa analogia tra allenare una squadra femminile e una squadra di ragazzi Under19: il basket è di alto livello, ma ci sono ampi margini di miglioramento uniti ad una vera disponibilità ad imparare e migliorare. Mi piace davvero".

Quali sono le prime sensazioni di questa nuova stagione? "So che la squadra arriva da una stagione un po’ travagliata, dunque ha bisogno di stabilità e con Dario Aramini abbiamo selezionato prima le persone e poi le giocatrici. Ho fatto colloqui personali con tutte le atlete, un mix di giovani con qualcuna più esperta, vedo in loro voglia di fare e lavorare. Ora la sfida è quella di mettere insieme il gruppo. Ho voluto una squadra con tante giocatrici intercambiabili nei ruoli e un solo riferimento interno".

Che impronta vuole dare alla sua squadra? "Dovremo essere un gruppo che comunica: tra le ragazze, con lo staff, ma anche in campo, condividendo il pallone, aiutandosi in difesa. Per quello che ho studiato quest’estate credo che avere una squadra che corra, che prenda iniziative nei primi secondi dell’azione possa essere premiante in questo tipo di campionato".

C’è un qualcosa del basket maschile che si vuole portare dietro e qualcosa del basket femminile che l’ha subito colpita? "La tecnica e la tattica nel maschile sono molto sviluppate, io penso che le ragazze possano fare altrettanto anche da questo punto di vista. Spesso dicono “con le donne non si può” invece io penso che si debba osare. Coach Capobianco lo sta dimostrando con la nazionale. Del basket al femminile mi ha colpito subito la maggior dedizione e attenzione. Se riesci ad acquisire fiducia da parte delle giocatrici diventa un plus enorme per un allenatore, ti seguono in ogni dove".

Qual è l’obiettivo della stagione? "Paradossalmente è semplice vista la formula: se riusciamo a fare i playoff vuol dire che siamo salvi e partecipiamo all’A2 dell’anno prossimo. Quindi vogliamo salvarci, ovviamente, ma proviamo ad essere ambiziosi. Io lo sono e voglio trasmetterlo anche alle ragazze".

Cosa la “gasa“ di più di questa nuova avventura? C’è qualcosa che la preoccupa? "Due faccia della stessa medaglia, la responsabilità. Aver avuto tutto questo impatto nella costruzione della squadra, aver parlato con ogni ragazza e lavorare ogni giorno sul campo fa sì che io sia davvero pieno di entusiasmo per questo nuovo progetto. Ovviamente, l’altro lato è la preoccupazione che le scelte siano davvero giuste e vincenti, ma questo lo diranno solo il campo e il tempo".

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