L’allenatore.
12 ottobre 2026 alle 01:46
Il tecnico espulso a fine gara assieme a Spalletti: «Dispiace, poteva finire tutto con un abbraccio»«Non mi sento di dire che c’è rimpianto, anche perché bisogna essere onesti: al netto della grandissima partita che ha fatto la squadra, per me il bicchiere è mezzo pieno». Per Fabio Pisacane, nonostante il pareggio incassato all’81’, ieri non sono affatto stati due punti persi. Anzi: è un punto guadagnato e di valore. «È vero, si poteva fare di nuovo l’impresa, ma devo riconoscere che dall’altra parte c’era una squadra che era giusto tornasse a casa con almeno il pari», chiarisce nel dopogara, dove si prende le tante buone notizie che i suoi gli hanno fornito. «Rispetto allo scorso anno, vado a casa più soddisfatto: ho visto cose che mi sono piaciute, soprattutto nel palleggio».
Nuovo rosso
Come contro l’Arezzo in Coppa Italia, nell’esordio ufficiale di questa stagione, Pisacane è stato espulso. Stavolta a partita già finita, per la discussione con l’allenatore avversario Spalletti che è andato a cercarlo appena l’arbitro Marcenaro ha fischiato tre volte: «Dispiace, perché poteva finire con un abbraccio che non c’è stato», il rammarico del tecnico rossoblù. «Lui già alla vigilia aveva fatto capire di essere preoccupato, se alla sesta giornata la Juventus pensa di poter non vincere a Cagliari vuol dire però che siamo sulla strada giusta». Le telecamere hanno ripreso la discussione fra Spalletti e Pisacane, dove si vede quest’ultimo ripetere più volte «Quale tempo?» al collega avversario, che si lamentava di presunte perdite di tempo (e, nel momento più concitato, gli ha anche gridato «ti do uno schiaffo»).
La soddisfazione
Il Cagliari è tornato dalla maxi sosta, che poteva anche rischiare di interrompere l’ottimo avvio, mettendo in campo una prestazione di grinta e di sofferenza. «Sapevamo che di fronte c’era un avversario di tutto rispetto, che lotta per un obiettivo diverso dal nostro», aggiunge Pisacane tornando a parlare di campo. «Ma la squadra mi ha fatto vedere come ci eravamo lasciati, con la voglia di soffrire tutti insieme e mettere fuori quel carattere che serve per mantenere il Cagliari nella categoria che compete. E questo è lo spirito che dobbiamo sempre avere in campo». Non vuole esaltarsi troppo: «Sappiamo quali sono le nostre reali possibilità, altrimenti saremmo presuntuosi. Possiamo ancora migliorare tanto, ma ho visto molto di buono e i ragazzi vogliono fare qualcosa di diverso rispetto agli altri anni».
Le scelte
Non era affatto una partita facile ieri, lo si sapeva da ben prima del calcio d’inizio. Nonostante ciò, Pisacane l’ha scelta come quella dove dare a Massolin l’esordio in rossoblù e in Serie A. «Volevamo osare nelle rotazioni in mezzo al campo. Avevamo di fronte una squadra forte ed esperta, con lui abbiamo abbassato l’età media: il pareggio rende giustizia a quello che hanno fatto i ragazzi durante la gara». Nel promuovere a pieni voti la prestazione generale, elogia Mendy («Spaventa il suo modo di crescere partita dopo partita, è destinato a una grande carriera») e Winks («Si è calato con un’umiltà pazzesca ed è già uno dei capitani, sono felice che la squadra lo riconosca») ma due parole in più le spende sul recupero lampo di Deiola: «Un applauso, è l’esempio vivente di chi porta questa maglia. Rodríguez aveva preso un giallo ed era appena rientrato dalla nazionale: non volevamo avere rimorsi».
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