Quando Isao Tabuchi è arrivato al lavoro in bicicletta durante una delle giornate torride dell’estate giapponese, si sentiva stordito e poco bene per il caldo. Così, invece di mettersi davanti a un ventilatore o cercare semplicemente un po’ d’ombra, è entrato dentro quella che sembra a tutti gli effetti una grande cella frigorifera per esseri umani. Getti di aria molto fredda lo hanno investito e, racconta, nel giro di poco tempo si è sentito nuovamente in grado di lavorare.
Il dispositivo si chiama Do Hiemon Box ed è grande più o meno come una cabina telefonica. Non è letteralmente un frigorifero, naturalmente: è una piccola stanza climatizzata progettata per raffreddare rapidamente una persona senza dover abbassare la temperatura di un intero capannone. Ma il fatto stesso che nel 2026 un’azienda possa vendere centinaia di cabine nelle quali chi lavora entra per qualche minuto a refrigerarsi dice parecchio su quanto il caldo estremo stia cambiando la vita quotidiana in Giappone.
Raffreddare le persone, non il posto
In un ufficio basta, almeno in teoria, installare un climatizzatore. In un cantiere, un grande magazzino o una fabbrica la questione è molto più complicata. Ci sono ampie zone aperte, soffitti enormi, camion e macchinari che entrano ed escono continuamente e aree nelle quali tentare di raffreddare tutta l’aria sarebbe costoso, inefficiente o semplicemente impossibile. Il Do Hiemon Box ribalta quindi il problema: invece di climatizzare migliaia di metri cubi, per qualche minuto climatizza direttamente la persona che ne ha bisogno.
La cabina può essere spostata su ruote, funziona collegandola a una normale presa elettrica e, secondo il produttore, richiede relativamente poca energia. Il lavoratore entra, si siede e viene investito da getti d’aria gelida finché non si è raffreddato abbastanza da tornare alla propria attività. Uno degli operai intervistati racconta di usarla circa tre volte al giorno e che già dopo un paio di minuti tutto il sudore gli si asciuga. Per evitare che qualcuno decida di trasferircisi definitivamente fino a ottobre, il sistema si spegne automaticamente dopo venti minuti.
In Giappone il caldo sta diventando un problema di lavoro
La parte meno divertente della storia è naturalmente il motivo per cui queste macchine stanno avendo successo. Il 2025 è stato l’anno dell’estate più calda mai registrata in Giappone, e nel 2026 l’agenzia meteorologica del Paese ha introdotto persino una nuova espressione per descrivere le giornate che raggiungono i 40 °C: kokushobi, traducibile più o meno come “giorno crudelmente caldo”. A Tokyo, nel solo periodo fino a metà agosto, quasi 120 persone erano morte per cause legate alle alte temperature, mentre in tutto il Paese quasi 63.000 avevano avuto bisogno di assistenza d’emergenza durante l’estate.
Il caldo ha ormai conseguenze dirette anche sull’economia e sull’organizzazione del lavoro. Dal 2025 le aziende devono rispettare regole più severe per proteggere chi lavora in condizioni di caldo intenso: nei cantieri questo può significare giacche dotate di piccoli ventilatori, aree di riposo climatizzate, tende e zone d’ombra. Nel 2026 persino i dipendenti pubblici di Tokyo hanno ricevuto il permesso di presentarsi in ufficio con i pantaloncini, un dettaglio apparentemente insignificante che diventa parecchio meno banale in una cultura professionale tradizionalmente molto formale. Secondo un sondaggio realizzato a luglio, metà delle aziende giapponesi dichiarava che il caldo aveva già disturbato le proprie attività e quasi l’88% aveva rafforzato le misure per proteggere i lavoratori.
Il frigo è meno assurdo del clima
I produttori hanno già venduto più di 300 Do Hiemon Box da aprile, a un prezzo di circa 1.5 milioni di yen ciascuno, principalmente a cantieri, fabbriche e magazzini. Ma stanno già pensando ad altri ambienti nei quali trascorrere ore all’aperto sotto il sole, come campi da golf e stadi di baseball. Non è difficile capire perché: il riscaldamento globale causato dalle attività umane sta rendendo gli episodi di caldo estremo più frequenti e intensi, e adattarsi significa anche inventare soluzioni che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate eccessive.
Mettere una persona dentro un frigorifero perché possa continuare a lavorare sembra una scena da fantascienza leggermente distopica. Ma probabilmente è ancora più strano il fatto che sia diventata una soluzione perfettamente razionale, abbastanza utile da convincere centinaia di aziende a comprarne uno. Il Do Hiemon Box è quindi una delle tante tecnologie nate per adattarsi a un mondo più caldo. Continuando di questo passo, la domanda potrebbe presto non essere più perché qualcuno abbia inventato un frigorifero per esseri umani, ma perché sul nostro posto di lavoro non ne abbiano ancora installato uno.
Gli imperdibili per l'uomo
Scrivo di cinema, in particolare quello con i mostri, le esplosioni e i calci volanti, da prima della crisi dei mutui subprime del 2008. Ho scritto anche dei libri sull'argomento insieme al resto della redazione dei 400calci. Traduco libri, organizzo eventi e parlo anche, quando me lo chiedono. Ho persino lavorato alla scrittura di un gioco di ruolo fantasy-satirico, giusto per non farmi mancare nulla.


