Sempre più automobilisti, in Colombia e in altri Paesi dove questa usanza è ancora viva, appendono un pezzo di stoffa nera alla portiera dell’auto, allo specchietto o all’antenna.
Lo fanno durante gli spostamenti in città o su strada per segnalare una situazione di lutto o la partecipazione a un corteo funebre. Non è un segnale previsto dal codice della strada. E non è una richiesta di soccorso. È un messaggio discreto, che spesso chi passa accanto nota senza dire nulla.
Crespón negro sull’auto: perché non è una richiesta di aiuto
Il crespón negro sull’auto, cioè il nastro o il fiocco nero fissato in un punto ben visibile del veicolo, può essere scambiato per altri segnali usati dagli automobilisti. Il caso più frequente è quello del panno bianco, che in diversi Paesi viene esposto per indicare un guasto, un’emergenza o la necessità di aiuto.
Il nastro nero, invece, dice altro: segnala la presenza di persone in lutto o l’appartenenza dell’auto a una fila diretta a un funerale, a un cimitero o a un crematorio. “Non chiede aiuto, chiede rispetto”, spiegano spesso gli addetti delle agenzie funebri quando preparano le vetture per il tragitto. In strada lo si può vedere sul finestrino, sulla maniglia, sullo specchietto laterale o sull’antenna. A volte è un fiocco, altre una semplice striscia di stoffa, altre ancora una piccola coccarda. Niente di vistoso. Solo un segno sobrio.

Un nastro nero appeso alla portiera: un segno discreto di lutto che può indicare la partecipazione a un corteo funebre.
Dal lutto vittoriano ai cortei funebri: origine e significato del simbolo
L’uso del fiocco nero come simbolo di lutto si è affermato nell’Ottocento, nell’epoca vittoriana, nel Regno Unito. Allora era comune esporre nastri scuri su porte, balconi e abiti per far sapere che una famiglia aveva perso una persona cara. Con il tempo, quella consuetudine è passata alle cerimonie pubbliche, alle commemorazioni sportive, agli omaggi civili e poi anche ai veicoli dei cortei funebri. La parola crespón richiama proprio la stoffa nera, ruvida e increspata, usata tradizionalmente per questi segni di cordoglio.
Oggi il significato resta chiaro: un’auto con stoffa nera appesa alla portiera può far parte della comitiva che accompagna il feretro dalla casa funeraria, dalla chiesa o dal tempio fino al luogo della sepoltura o della cremazione. Di solito apre il corteo il carro funebre, seguito dalle auto dei familiari e degli amici. Spesso viaggiano con i fari accesi anche di giorno, a velocità ridotta, cercando di restare in fila.
Come comportarsi in strada davanti a un corteo funebre
Davanti a un corteo funebre in strada, la regola di buon senso è una: guidare con prudenza e non tagliare la fila se non serve. In Colombia, come ricordano le norme generali sulla circolazione, un corteo privato non ha una precedenza legale paragonabile a quella di ambulanze, vigili del fuoco, polizia o convogli con scorta ufficiale.
Nessuno, quindi, è obbligato per legge a fermarsi o a cedere il passo in ogni situazione. La cortesia stradale, però, suggerisce di tenere le distanze, rallentare e lasciare che il gruppo proceda unito, soprattutto sulle strade extraurbane o agli incroci più trafficati. Chi partecipa al corteo dovrebbe rendere l’auto ben visibile, con luci basse accese e, dove consentito, con gli indicatori di emergenza, evitando manovre improvvise.
Il nero resta il colore più diffuso per il lutto, anche per eredità della tradizione spagnola, ma non è l’unico: in alcune comunità caraibiche e afrocolombiane il bianco può indicare pace e passaggio. Alla fine, però, non conta solo il colore. Conta il rispetto per chi sta accompagnando qualcuno nell’ultimo viaggio.