Supreme svela ad ogni stagione, con la puntualità di un orologio, una serie di collaborazioni che suscitano grande interesse. Tra gli altri, ci sono i soliti noti: Nike, Timberland, Dr. Martens e Schott. E poi, occasionalmente, arrivano sorprese che ti colgono alla sprovvista. Penso, per esempio alla collaborazione del 2019 con Jean Paul Gaultier. Proprio ieri, il colosso newyorkese dello streetwear ha annunciato un lancio che davvero nessuno si aspettava, una collaborazione con il caldissimo marchio di Tokyo A.Presse, che ha già infiammato una certa nicchia di Internet con l'ossessione per i vestiti.
Fondata da Kazuma Shigematsu nel 2021, A.Presse è in prima linea tra i designer giapponesi di nuova generazione in ascesa sulla scena mondiale, che conquistano gli appassionati di menswear. Come molti suoi connazionali prima di lui, Shigematsu nutre una profonda ammirazione per il vintage americano. Il suo marchio è specializzato nel riprendere archetipi familiari dell’abbigliamento maschile, pantaloni militari, felpe pesanti, jeans classici, e nel ricrearli con un’attenzione maniacale ai tessuti, alla costruzione, alle finiture e all’effetto consumato.
A prima vista, i capi di A.Presse possono sembrare ordinari. Poi, più da vicino, si nota che il modo in cui cadono sul corpo, la delicatezza dell’effetto sbiadito dal sole e la sensazione al tatto dei tessuti sono tutti elementi estremamente raffinati (questo aiuta anche a spiegare perché un paio di pantaloni di ispirazione vintage del marchio possa costare oltre mille euro.) Nonostante il crescente hype nel mondo del menswear, A.Presse è rimasto ancora una sorta di protetto del settore, ambito dagli intenditori e relativamente difficile da trovare. La collaborazione con Supreme, quindi, sta per portare i capi raffinati di Shigematsu davanti a un pubblico completamente diverso, e molto più ampio.

Courtesy of Supreme

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Un dato sorprendente della collaborazione, in uscita il 10 settembre, è quanto gran parte della collezione appaia sobria. Invece di ricoprire i capi di A.Presse con loghi e grafiche Supreme, la collezione lascia che siano soprattutto i tratti distintivi di Shigematsu a parlare. Felpe con cappuccio e zip e giacche M-65 sfoggiano le meticolose tecniche di sbiadimento e invecchiamento tipiche di A.Presse, senza alcun marchio in vista.
Anche il beanie in cashmere presenta uno stile essenziale, e il completo nero è caratterizzato da un taglio ampio e rilassato, in stile anni ’90 (piccolo promemoria: non sottovalutare la sartoria di Supreme). Ci sono, ovviamente, alcuni tocchi inconfondibilmente Supreme: una maglietta riproduce una fotografia del collaboratore di lunga data Ari Marcopoulos, mentre il camp cap presenta l’iconico logo. I prezzi, che vanno da 65 euro per una maglietta a 3800 euro per la giacca in pelle di vitello, rientrano decisamente più nella fascia di prezzo di A.Presse che in quella di Supreme.

Courtesy of Supreme

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Quando Supreme si intrufola nel panorama del lusso, di solito lo fa collaborando con marchi affermati: Comme des Garçons, Maison Margiela o, il caso più famoso, Louis Vuitton. Questa capsule collection con A.Presse rappresenta qualcosa di completamente diverso, un’occasione per il colosso dello streetwear sia di dare una spinta in più sia di cavalcare l’onda di un marchio in ascesa, la cui reputazione si è finora costruita soprattutto tra gli appassionati più incalliti di abbigliamento maschile.

Courtesy of Supreme

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Certo, Supreme è sempre stato in sintonia con la scena della moda giapponese, collaborando nel corso degli anni con marchi del calibro di Undercover, WTAPS e Neighborhood. Ma la tempistica di questa collaborazione con A.Presse sembra particolarmente azzeccata, quasi in anticipo sui tempi. Shigematsu ha guadagnato un seguito fedele grazie alla cura per dettagli che solo i fan più accaniti notano.
Questo riecheggia nell’approccio ossessivo che il fondatore James Jebbia ha instillato in Supreme sin dall’inizio. Il marchio newyorkese sarà anche diventato ormai una sorta di entità corporate, ma questa collaborazione sembra pensata proprio per dimostrare una volta per tutte come Supreme capisca ancora meglio di chiunque altro cosa sia lo stile. E in questo particolare momento della storia del menswear, è difficile immaginare una prova più decisiva di una collaborazione con A.Presse.
Articolo originariamente pubblicato su GQ US