
La leghista, ex Forza Italia, Silvia Sardone, 43 anni, europarlamentare
Milano – Lui parla già da candidato sindaco “in pectore“, ma la partita non è ancora chiusa. Il sottosegretario alla Difesa ed esponente di Forza Italia Matteo Perego di Cremnago ieri a Montesilvano, alla Festa nazionale del movimento giovanile azzurro, ha vestito i panni del frontman del centrodestra per le elezioni comunali del 2027: “Voglio ringraziare Antonio Tajani per la fiducia che ha riposto non nel sottoscritto, ma in ciascuno di noi. E gli faccio una promessa: restituiremo Milano ai milanesi. Con i nostri alleati spazzeremo via quindici anni di sinistra e porteremo le nostre ricette liberali nella capitale economica non soltanto d’Italia, ma d’Europa. La marea azzurra sta arrivando a Milano”. Non solo. “La sicurezza è una priorità. Voglio ringraziare tutte le donne e gli uomini in divisa che servono ogni giorno il nostro Paese. Anche attraverso il loro impegno dobbiamo restituire fiducia ai cittadini milanesi che chiedono sicurezza, decoro, futuro e soprattutto speranza. Il cantiere è aperto. Dobbiamo colmare il divario fra il centro e le periferie, che sono state completamente abbandonate da questa amministrazione”.
L’ipotesi Sardone
FI e Perego spingono sull’acceleratore, ma FdI e Lega avvertono di andarci cauti. Perego in questo momento è in pole position, ma il confronto tra la premier Meloni, per FdI, e i vicepremier Tajani e Matteo Salvini per FI e Lega non c’è ancora stato. L’alternativa dell’europarlamentare e consigliera comunale lumbard Silvia Sardone, per ora, resta in campo, soprattutto per il suo consenso potenziale nelle periferie milanesi, mentre il nome del leader di Noi Moderati Maurizio Lupi sembra in netto ribasso, il vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro del centrodestra, cioè i partiti con il maggiore consenso a Milano e a livello nazionale.
I punti forti
Lo scenario descritto da molti azzurri, a microfoni spenti, prevede un via libera a Perego entro un paio di settimane, archiviate le reazioni tattiche degli alleati. I punti forti del 44enne azzurro? È gradito dalla Meloni, nel cui governo è sottosegretario, è sostenuto già da qualche mese dal ministro della Difesa Guido Crosetto e non è sgradito dal massimo dirigente di FdI a Milano Ignazio La Russa. Il moderato Perego potrebbe trovare qualche interlocutore anche in Azione di Calenda, alla ricerca di un candidato sindaco riformista. Non è finita. Se la Lega dovesse fare un passo indietro sulla Sardone, avrebbe comunque tante partite amministrative da giocare in Lombardia in prima persona, dove ha molti sindaci a caccia della riconferma dopo il primo mandato. Impresa non scontata, visto che il Carroccio, cinque anni fa, aveva all’incirca il doppio dei voti rispetto all’attuale situazione post-discesa in campo di Fn di Vannacci.
I dubbi degli alleati
Fin qui, lo scenario più gradito dagli azzurri. Ma gli alleati, ad esempio l’ex ministro Daniela Santanchè, venerdì hanno fatto notare che FI ha fatto un’inversione a U: voleva a tutti i costi un candidato civico per allargare i consensi della coalizione e ora propone un politico neanche tra i più conosciuto a Milano. Un fatto, più che un’opinione. La replica di Tajani è di ieri: “Non essendoci stata possibilità di trovare un candidato civico in grado di guidare la coalizione, un candidato civico che aprisse magari al centro, che potesse raccogliere consensi anche di area moderata, abbiamo trovato una persona in grado di farlo”. Perego, un profilo moderato e riformista, in grado di intercettare anche i voti di certi ambienti borghesi milanesi. Le famiglie Berlusconi e Moratti (lato Letizia) sono con lui e altre famiglie importanti potrebbero uscire allo scoperto, se fosse lui il candidato. Nella dialettica tutta interna al centrodestra, FdI e Lega fanno notare che Perego ha due handicap. Il primo: è sconosciuto a nove milanesi su 10. Il secondo: le periferie, dove lo scontento per l’amministrazione di centrosinistra a guida Sala c’è, ma i cui voti vanno conquistati. Un’operazione possibile per Perego, volto gentile, giacca e cravatta d’ordinanza, più abituato agli uffici ministeriali che ai mercati rionali? I sovranisti della coalizione rispondono secchi “no”. Per provare a fare il pieno di voti nelle periferie, sarebbe più efficace una campagna quartiere per quartiere della Sardone, la quale, però, difficilmente prenderebbe molti voti nel centro storico. I modelli che il centrodestra sta prendendo in considerazione sono antitetici: il moderato Perego o la “pasionaria“ Sardone. La scelta determinerà il futuro della coalizione a Milano. Vincere all’ombra della Madonnina, in ogni caso, viene considerato “un miracolo” dai dirigenti milanesi del centrodestra, perché i sondaggi accreditano la coalizione del 38%, staccata di oltre 10 punti dal centrosinistra.