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Perez, pilota e avvocato per salvare la Force India: "L'Aston Martin non sarebbe esistita"

August 15, 2026

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Il racconto del pilota messicano risalente al mondiale 2018, quando lui e il suo management evitarono il tracollo finanziario della squadra

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Perez 2018

Pubblicato il 15 Agosto 2026 ore 20:25

4 minuti

2018: l’anno della grande paura

Prima ancora di approdare in Red Bull nel 2021, Sergio Perez ottenne la sua prima vittoria in Formula 1 al volante della Racing Point, team precedentemente noto come Force India e oggi presente in pista come Aston Martin. Pochi avrebbero immaginato che il messicano, oltre a svolgere il ruolo di pilota, è stato anche un ‘avvocato’, tale da aver salvato la già citata Force India dal tracollo finanziario.

Ciò avvenne nel 2018, anno in cui il proprietario del team, Vijay Mallya, dovette far fronte a gravi difficoltà finanziarie a causa di problemi legali. Perez, pilota della squadra dal 2014, non aveva ancora ricevuto lo stipendio da un anno intero, ma fu in quel momento che lui, insieme al proprio manager, decise di intervenire per evitare il fallimento della squadra: Non sapevo nulla di legge, ma mi dovevano ancora dei soldi. Non mi avevano pagato lo stipendio per tutto l’anno”, ha ricordato al podcast High Speed Performance.

“C’è stato un certo ritardo, ma poi il mio manager mi ha detto che uno dei fornitori aveva dichiarato fallimento. Questo significava che avrebbero potuto chiudere l’azienda e che l’intero team avrebbe perso il lavoro. Ho pensato: “Wow”. Poi mi è stato detto: “Puoi salvare la squadra”. Noi (Pérez e il suo management, ndr) abbiamo avviato l’intera procedura per mettere la squadra in amministrazione controllata prima che la richiesta di fallimento venisse formalizzata, perché altrimenti la squadra sarebbe fallita. Tutti, l’intera squadra, avrebbero perso il lavoro. L’attuale Aston Martin non sarebbe esistita. Avevamo novanta giorni per trovare un acquirente, e fortunatamente Lawrence Stroll si è fatto avanti. Alla fine ha rilevato il team mentre era in amministrazione controllata”.

Dietro le quinte

Tutte operazioni che, come ricorda Perez, si sono svolte regolarmente nel corso del campionato, con l’attuale pilota della Cadillac che incontrò avvocati oltre a svolgere i fine settimana di gara: “È stato pazzesco, perché tutto questo è successo in estate, quando le gare si susseguivano a ritmo serrato. Ricordo di aver parlato con gli avvocati poco prima di salire in macchina, anche se in realtà non capivo nulla – ha proseguito – ricordo di aver dovuto spiegarlo a tutto lo staff. Certo, non suonava bene: un pilota che metteva la propria squadra in amministrazione controllata. Ma durante i weekend di gara, parlavo con tutti e dicevo: “Guardate, lo faccio perché è meglio per tutti. Altrimenti, perderete tutto: il lavoro, qualsiasi cosa”. Una volta che ebbi spiegato la situazione, si calmarono parecchio. Ho cercato di essere il miglior avvocato per la squadra e, allo stesso tempo, il miglior pilota. Si può provare a tenere separati questi due mondi, ma in una fase così critica era praticamente impossibile. Ricordo le sessioni di qualifica in cui, poco prima di salire in macchina, ero ancora seduto al tavolo con gli avvocati”.