Più che una quarta ondata, di fatto quello che sta vivendo da maggio Perugia è un blocco sostanzialmente unico di caldo estremo in quella che, da eccezione, è diventata la nuova routine estiva imposta dal cambiamento climatico.
L’analisi Come spiega l’analisi del fisico dell’atmosfera Andrea Corigliano sui dati climatologici elaborati da Guido Cioni, «parlare di singole ondate di calore quando poi non abbiamo osservato una pausa significativa tra una e l’altra vuol dire sminuire in parte la fase meteorologica che stiamo vivendo dal mese di maggio». L’analisi delle masse d’aria mostra infatti che «tra una pulsazione e l’altra non c’è mai stato un cambio di circolazione da prosciugare, almeno in parte, l’eredità lasciata dalle masse d’aria di matrice subtropicale». Ne deriva che l’estate perugina non si sta articolando in picchi alternati a momenti di refrigerio ma, a parte una brevissima parentesi nei giorni scorsi, in un unico blocco termico prolungato per oltre ottanta giorni.
I valori medi Guardando i grafici pubblicati dal fisico, l’andamento delle temperature registrate nel capoluogo umbro mette in luce l’inconsistenza del tradizionale scudo microclimatico offerto dall’altitudine. Sebbene Perugia si trovi a 484 metri sul livello del mare, durante il picco di metà luglio la temperatura media giornaliera ha raggiunto i 30 gradi. Trattandosi di un valore medio esteso alle ventiquattro ore, la cifra implica massime pomeridiane stabilmente superiori ai 37 gradi e minime notturne mai scese sotto i 22 o 24 gradi.

L’anomalia I dati storici di confronto confermano la portata dell’anomalia. Negli ultimi tre mesi l’atmosfera ha mantenuto «una persistente egemonia delle correnti subtropicali che ha plasmato tre distinte fasi molto più calde del normale e che ha attualmente dato il via alla quarta fase». Ciascun periodo si è caratterizzato per una durata compresa tra i sette e i quattordici giorni, superando in modo sistematico la soglia statistica del 95° percentile, ovvero quel valore che in passato veniva toccato solo nel 5 per cento dei casi. A Perugia il limite è stato varcato quattro volte tra la fine di maggio e la fine di luglio. Il fenomeno annulla inoltre le tradizionali differenze geografiche: il profilo termico perugino segue quasi senza scostamenti l’andamento registrato in aree pianeggianti come Milano o costiere come Cagliari, dimostrando come la spinta anticiclonica riesca a livellare le specificità del territorio.
Trasformazione strutturale Alla base di questa dinamica si colloca una trasformazione strutturale del clima europeo. Come osserva Corigliano, il riscaldamento globale agisce «posizionando su un piedistallo il promontorio nord africano e facilitando la dinamica atmosferica a esso connessa». Questa configurazione costante genera un vero e proprio «calore di fondo» che altera l’equilibrio delle stagioni e impedisce il ricambio d’aria. L’unica flessione verso valori inferiori alle medie trentennali si è verificata a metà maggio ed è durata appena quarantotto ore, lasciando poi spazio a un’unica massa calda che permane sul suolo.
Le previsioni Venerdì intanto la colonnina di mercurio ha toccato i 36 gradi abbondanti a Perugia e quasi 40 a Terni (39,6, mentre nella notte in diverse zone la minima è stata di 25), soglia superata ad Arrone (40,2) e Attigliano (40,3), mentre poco sotto sono rimaste Orvieto e San Gemini. A Foligno si sono registrati “solo” 37 gradi mentre ai 1.452 metri di Castelluccio di Norcia sono stati toccati i 28 gradi. E le previsioni, almeno nell’immediato, non fanno sperare in un miglioramento. Secondo l’ultimo bollettino di Perugia Meteo, proprio da venerdì inizia la fase più intensa dell’ondata di calore, con un aumento di ulteriori 1-2 gradi delle temperature massime, e una crescita delle minime nella notte tra sabato e domenica. A peggiorare la situazione, per quanto riguarda l’umidirà, potrebbero arrivare dei temporali di calore. Per almeno una settimana, secondo Perugia Meteo, non dovrebbero esserci cambiamenti: le temperature oscilleranno fra i 37 e i 39 gradi, con tasso di umidità anch’esso in crescita.
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