Lo hanno accerchiato in strada dopo una lite. Prima le minacce, gli insulti, gli schiaffi e le spinte. Poi, impugnando...

Pistole scacciacani, armi giocattolo prive del tappo rosso e alcuni manganelli sequestrati ai due ventenni

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Lo hanno accerchiato in strada dopo una lite. Prima le minacce, gli insulti, gli schiaffi e le spinte. Poi, impugnando un casco da motociclista come arma, lo hanno colpito più e più volte, al corpo e alla testa, fino a farlo crollare a terra privo di sensi. Per quel violentissimo pestaggio, avvenuto nella notte del 13 giugno scorso a Marebello, un ragazzo di 20 anni era finito in terapia intensiva con traumi, fratture multiple e una prognosi superiore ai quaranta giorni.
A distanza di oltre un mese, l’indagine della squadra mobile di Rimini - guidata dal vice questore aggiunto Marco Masia - ha portato ai primi provvedimenti: due italiani di 20 anni sono stati raggiunti da misure cautelari con l’accusa di rapina aggravata e lesioni aggravate. Per entrambi è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di Rimini con permanenza nella propria abitazione dalle 20 alle 7, insieme al divieto di avvicinarsi alla vittima e a tre suoi amici presenti quella notte, con il divieto assoluto di contattarli in qualsiasi modo.
Secondo la ricostruzione della squadra mobile, quella notte tutto era iniziato con una lite tra due gruppi di ragazzi per motivi non ancora del tutto chiariti. In pochi istanti la situazione è degenerata. I due ventenni, secondo l’accusa, avrebbero iniziato a intimidire il coetaneo, accerchiandolo e spintonandolo. Dopo avergli sottratto il casco da motociclista, lo avrebbero colpito ripetutamente con un secondo casco, infierendo soprattutto sulla testa e sul volto.
L’inchiesta è partita subito dopo il pestaggio. Gli agenti hanno ricostruito ogni fase dell’accaduto attraverso un lavoro incrociato di analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona, dei contenuti pubblicati sui social network, delle testimonianze raccolte e dei riconoscimenti fotografici effettuati dalla vittima e dai giovani presenti all’aggressione. Un’attività investigativa che ha consentito di risalire all’identità dei due presunti responsabili e di raccogliere gli elementi che hanno portato all’emissione delle misure cautelari.
Gli agenti della squadra mobile hanno effettuato anche le perquisizioni delegate dalla Procura della Repubblica. Nella roulotte utilizzata da uno dei due ventenni - un riminese di origine sinti - sono stati sequestrati diverse pistole scacciacani, armi giocattolo prive del tappo rosso e alcuni manganelli raffiguranti simboli estremisti, materiale ora al vaglio degli investigatori.
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