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Piano Ue contro il cancro, politica divisa sull'alcol: «Fa male». Il parere degli esperti Fernando Bozza e Giacomo Germani

September 26, 2026

VENEZIA - La premessa è allarmante: «Ogni due minuti, un europeo muore di cancro». Ma sullo sviluppo del ragionamento la politica continentale si divide, con un riflesso anche sul dibattito pubblico a Nordest, locomotiva enologica d'Italia. Tra i fattori di rischio citati dal Piano europeo contro il cancro, che lunedì sarà messo ai voti nella commissione Sanità pubblica dell'Europarlamento, compare infatti l'alcol (insieme al tabacco, all'obesità, all'inquinamento ambientale e alle sostanze pericolose). «Nessun divieto e nessuna criminalizzazione dei diversi prodotti, ma informazioni chiare e precise ai consumatori, basate sulle evidenze scientifiche e sulle posizioni Oms», ha detto al Gazzettino la dem Alessandra Moretti. «È partita una serie di discussioni molto forti», ha però riferito a Eunews il meloniano Pietro Fiocchi, che già durante il precedente dibattito nel 2022 aveva puntualizzato: «Colpire tabacco e vino è un errore. Si rischiano commerci illegali e comportamenti sbagliati».

LA BOZZA

Entrambi figurano come relatori-ombra del testo (la veneta per il gruppo di centrosinistra S&D, il lombardo per il raggruppamento di centrodestra Ecr), di cui è relatore il romeno Vlad Vasile-Voiculescu (liberale di Renew). In attesa che dopodomani vengano divulgati i documenti definitivi, ieri potevano essere consultati le 14 pagine dell'ultima versione della relazione e i 720 emendamenti presentati dalle varie forze politiche. Al momento la bozza rileva che «la prevenzione è la strategia di lotta contro il cancro più efficiente in termini di costi a lungo termine», al punto che «il 40% dei casi» di tumore «può essere prevenuto limitando i fattori di rischio», fra cui appunto gli alcolici. A questo proposito viene evidenziato che «3 decessi su 10 attribuibili all'alcol sono dovuti al cancro».

Sul punto ancora nel 2023 l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro avevano reso una dichiarazione congiunta, inserita nell'istruttoria del provvedimento, secondo cui «l'alcol è un cancerogeno di gruppo 1» e «non esistono quantità sicure di consumo alcolico». Su questa base, la proposta in esame è di esprimere «rammarico per i limitati progressi compiuti in merito all'inserimento obbligatorio dell'elenco degli ingredienti e delle avvertenze sanitarie sulle etichette delle bevande alcoliche», con indicazioni di nocività simili a quelle stampigliate sui pacchetti delle sigarette, invitando la Commissione Ue «a presentare progetti legislativi in materia senza ulteriori indugi».

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L'ALLARME

In questi giorni le cronache parlamentari di Bruxelles raccontano che in particolare il Partito popolare europeo è in allarme, tanto da aver convocato una riunione d'urgenza dei propri membri nella commissione Sanità pubblica. Nel corso dell'incontro, diversi eurodeputati avrebbero espresso preoccupazione per un testo che, nell'ultima formulazione, non rifletterebbe l'impostazione di linguaggio e di approccio recentemente vista nel voto della plenaria sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari. In quel caso, infatti, l'alcol e il tabacco erano stati individuati come elementi di criticità per la salute, ma alla fine non erano state inserite misure drastiche o generalizzate. Gli oppositori dell'attuale testo sul cancro rivendicano ad esempio la distinzione tra consumo "responsabile" e "nocivo" di alcol. Pertanto uno degli emendamenti depositati dal meloniano Fiocchi punta a inserire, tra le cause di tumore e le sostanze da limitare, non il generico «alcol» ma il suo «abuso dannoso».

E un altro suo suggerimento è di esprimere non «rammarico», bensì un semplice «riconoscimento», del fatto che finora non è stato mantenuto l'impegno legislativo sulle etichette.
Al contrario, fra i correttivi pensati dalla dem Moretti c'è «il divieto di pubblicità e sponsorizzazione di alcolici in contesti in cui potrebbero raggiungere i minori, in particolare negli eventi sportivi», nonché «il divieto di pubblicità di bevande analcoliche di marchi la cui attività principale è quella dei prodotti alcolici». Inoltre la sua proposta di risoluzione «per ridurre e prevenire i danni correlati all'alcol» comprende pure «una strategia europea di consumo zero per i minori». Pare di capire che all'inizio della settimana sarà di nuovo battaglia.