Cairo Montenotte. Nonostante sia sempre stato considerato uno dei periodi più bui della storia, per molti cairesi il Medioevo rappresenta una riscoperta che illumina gli animi di chi lavora con passione e grande impegno per la kermesse annuale rievocativa. Si sono appena spente le luci sull’edizione 2026 di una delle rassegne del savonese che registra successi e numeri da record, ma continua l’attività dei volontari dell’Associazione Ordine del Gheppio, guidata dal presidente Michele Carlevarino, da cui nel 2019 è nata una “costola” più musicale, inscindibile ma con una natura differente.
Si tratta del gruppo “Tumultum Tympana”, ovvero i tamburieri, in tutto circa 25, che si sono uniti a Rocchetta dando origine ad una scuola di percussionisti. Nelle rievocazioni medievali il suono dei tamburi è uno degli elementi capaci di catturare immediatamente l’attenzione del pubblico. Il loro ritmo accompagna cortei, battaglie, cerimonie e momenti di festa, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e a rendere più coinvolgente la ricostruzione storica.
I tamburieri non sono semplicemente musicisti che scandiscono il tempo: attraverso strumenti, costumi, movimenti e repertori contribuiscono a raccontare un’epoca e a dare vita a uno spettacolo nel quale la musica diventa parte integrante della scena.
Dallo scorso anno il gruppo si è dato una graduatoria, con una “gavetta” coordinata dai maestri dei novizi Ascanio Gabbani e Alessandro Zampiccoli e la supervisione del gran maestro tamburino Simone Ferrero per motivare e far crescere artisticamente i nuovi arrivati. Il più giovane ha solo 9 anni, e ha fatto il suo ingresso ufficiale proprio nei giorni scorsi durante Cairo Medievale. Come lui, anche altri hanno iniziato a suonare in tenera età e adesso sono ragazzi uniti dalla passione in comune.
Ora i Tumultum Tympana sono alla ricerca di musicisti che sappiano suonare strumenti a fiato come cornamusa e chiarine per dare vivacità e versatilità al gruppo che si è già esibito anche in piazze al di fuori dei confini regionali, ad esempio Pistoia e Bergamo.
Suonare in un gruppo di tamburieri richiede disciplina e capacità di ascolto. La forza dell’ensemble nasce infatti dalla precisione con cui ogni componente mantiene il proprio ritmo e segue le indicazioni del capogruppo.
Le prove sono fondamentali per sviluppare uniformità nei colpi, nelle pause e nei cambi di ritmo. Durante una rievocazione, inoltre, i musicisti devono essere pronti ad adattarsi agli spazi, al numero dei partecipanti e alle esigenze della rappresentazione. Il tamburo diventa così non soltanto uno strumento musicale, ma anche uno strumento di coordinamento collettivo.
Anche l’abbigliamento svolge un ruolo importante quanto la musica. I Tumultum Tympana si ispirano alla tradizione rocchettese dei Cavalieri ospitalieri di San Giovanni, coloro che costruirono il castellazzo nella frazione cairese e che si contraddistinguono con i colori bianconeri. L’attività del gruppo, sostenuta in primis dall’Ordine del Gheppio, è anche premiata dal seguito di amici e famigliari nonchè di sponsor che hanno permesso, ad esempio, di rendere più belli e funzionali i tamburi.