Elephants

Pietralata: morti padre, madre e figlia di 5 anni. «Erano felici, la condizione della figlia li ha cambiati»

September 1, 2026

È una stradina silenziosa, via dell'Antracite, discreta fino quasi a sparire. Come Luca Abbasciano e sua moglie Valentina Pambianco, e la loro bimba di quasi sei anni. Nel quartiere in molti li conoscevano, ma di sfuggita. E della piccola Bianca nessuno aveva un ricordo recente. Una famiglia tanto dignitosa quanto silenziosa: questo raccontano i vicini. Tutti sapevano che la bambina era nata con gravi problemi di salute. Ieri, dopo aver saputo che Luca poche ore prima aveva deciso di sparire con tutta la famiglia, facendo fuoco contro la moglie, la figlia e anche il cane, sono rimasti sgomenti, ma con il pensiero sono subito andati alla piccola, e a come la coppia si era chiusa in se stessa dopo la nascita.

La casa

«Ho conosciuto bene Luca, nove anni fa sono stato io a seguire la vendita della casa di via Antracite», racconta Fabio, che lavora in una vicina agenzia immobiliare. «Era entusiasta della vita, del matrimonio con Valentina. Lo incontravo spesso, io in questo quartiere ci sono cresciuto, così come la moglie di Luca. Sapevo che erano felici quando hanno saputo che stavano per diventare genitori. Poi ho saputo che la piccola era nata con gravi problemi di salute. Quando mi è capitato di incrociarlo per strada non ho mai chiesto e lui non ha mai affrontato la questione. Ma era cambiato, si era fatto più taciturno, comunque ci scambiavamo sempre un saluto e un sorriso. Certo non potevo immaginare che finisse così, ma ora che ci penso, da quando è nata, la bambina non l'ho mai vista».

I parenti

A tenere in piedi gli equilibri della famiglia c'erano soprattutto i genitori di Valentina Pambianco. Erano stati loro a comprare la casa di via dell'Antracite, una villetta ricavata da ciò che resta della vecchia borgata dove visse Pierpaolo Pasolini. I coniugi, entrambi 70enni, abitano a cento metri. In questi giorni sono fuori Roma per le vacanze. Sulla porta del loro pianerottolo c'è un cuore di legno, sopra c'è scritto "Bianca, la gioia dei nonni". Nell'appartamento accanto vive una coppia, della stessa età, sono Sandro Silvestri e Nicolina Barbano. Le loro parole sembrano confermare l'impressione del quartiere: «Ci conosciamo da sempre, la loro unica figlia, Valentina, l'abbiamo vista nascere. Non posso credere che sia morta così», dice in lacrime la signora Nicolina. «Era così felice quando si è sposata con Luca. Per le nozze hanno festeggiato con tutta la palazzina. Sappiamo che volevano tantissimo avere un figlio. E i nonni, Sandro e Lucia, non stavano nella pelle. Poi abbiamo saputo delle difficoltà della piccola. L'abbiamo vista solo una volta quando era appena nata. Loro non parlavano, noi non chiedevamo. Ma erano tutti molto uniti. Sandro, il suocero di Luca, dava una mano, portava il cane del genero a spasso. Faceva avanti e indietro da qui a casa loro. Se erano cambiati dopo la nascita di Bianca? Sì, tanto. Era come se portassero un peso, ma sempre con grande dignità. In qualche modo cercheremo di stargli accanto».

La vicina

Davanti via dell'Antracite passa una donna con un molosso al guinzaglio. Si chiama Cristina e sembra conoscere la famiglia più di tutti: «I nostri cani giocavano spesso di fronte alla villetta di Luca. Bianca era nata prematura, aveva avuto seri problemi di sviluppo. Se posso permettermi una similitudine era dolce e indifesa come una tartarughina. Luca e Valentina, con la bella stagione la facevano accomodare su un seggiolino così poteva seguire con lo sguardo i nostri cani che giocavano. Era una bambina deliziosa, con i capelli biondi e gli occhiali. E sorrideva spesso. La amavano tantissimo, posso dire solo questo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA