Elephants

Pirlo prossimo ct dell’Italia, una scelta che fa discutere: è scontro sul ruolo in Russia  - L'Unione Sarda.it

July 25, 2026

Nazionale.

26 luglio 2026 alle 00:56

Juventus' coach Andrea Pirlo during the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Juventus FC at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 23 May 2021. ANSA /ELISABETTA BARACCHI

Juventus' coach Andrea Pirlo during the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Juventus FC at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 23 May 2021. ANSA /ELISABETTA BARACCHI

Juventus' coach Andrea Pirlo during the Italian Serie A soccer match Bologna FC vs Juventus FC at Renato Dall'Ara stadium in Bologna, Italy, 23 May 2021. ANSA /ELISABETTA BARACCHI

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Andrea Pirlo non è ancora il nuovo ct dell’Italia, anche se ormai sarebbe vicina l’ufficialità, ma sulla sua nomina si è aperto un vero e proprio caso. Tra quelli favorevoli, che sposano la linea di Maldini (soprattutto) e Leonardo, e quelli contrari, che avrebbero preferito un nome con maggiore esperienza in panchina.

E, in aggiunta, c’è una questione extra: nel 2025, Pirlo è diventato global ambassador di Fonbet, il principale bookmaker russo. Per poter firmare con la Figc, Pirlo dovrà risolvere il contratto per via delle norme italiane sulle scommesse, ma con il passare delle ore la vicenda sta creando sempre più imbarazzo e starebbe facendo riflettere il presidente federale, Giovanni Malagò.

«Ha prestato, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata», l’affondo di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo. «La Nazionale rappresenta l’Italia nel mondo, e l’Italia è dalla parte dell’Ucraina. La scelta di Pirlo è un errore: non è il piano B di Guardiola, è il piano Z del calcio italiano».

L’accordo

Se non dovessero esserci ulteriori scossoni, Pirlo avrà un quadriennale (obiettivo principale i Mondiali 2030) con un ingaggio da 1,5 milioni netti a stagione. Cifre molto lontane a quelle di cui si era parlato per Guardiola. In fase di definizione anche lo staff, con Roberto Baronio vice: l’ex centrocampista era compagno di Pirlo fin dalla Primavera del Brescia e lo ha seguito nelle sue esperienze in panchina.

Nel caso, Pirlo dovrà risolvere un altro contratto: quello con lo United Fc, formazione di Dubai neopromossa nel massimo campionato degli Emirati Arabi. Poi potrà esserci l’annuncio, forse già a giorni, con l’esordio in panchina il 25 settembre a Roma in Nations League contro il Belgio, nel primo dei 4 impegni ravvicinati della nuova maxi sosta.

Perplessità

La scelta Pirlo ha colto tanti di sorpresa, dopo il tentativo con Pep Guardiola (che ha declinato la proposta della Figc, dopo la missione di Maldini e Leonardo a Barcellona) e i contatti con Carlo Ancelotti (vincolato da un accordo fino al 2030 con il Brasile, nonostante il flop ai Mondiali). E che dovrà essere quella del rilancio degli Azzurri, al loro punto più basso di sempre.

«Stimo Malagò, Leonardo e Maldini, in quest’ordine, e non ho fatto dichiarazioni immediate su Pirlo ct azzurro anche per rispetto a loro. Ma che Dio ce la mandi buona». A parlare così è Ignazio La Russa, presidente del Senato, non certo convinto della scelta della Figc: «È stato un grande campione, ma come allenatore è un salto nel buio», aggiunge. «Dopo il ballon d’essai mediatico di Guardiola non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino, il topolino Pirlo. Pensavo che la scelta fosse Conte o Mancini».

Anche Matteo Renzi è perplesso: «Ho conosciuto Guardiola e un po’ ci ho creduto e ci ho sperato», ammette il leader di Italia Viva. «Mi fa ridere chi dice che non va bene un allenatore straniero nella Nazionale: a chi lo dice ricordo che, se non ci fosse stato un argentino che si chiama Velasco, non avremmo avuto i risultati della pallavolo. E lo stesso in altri sport. Poi in bocca al lupo a Pirlo, faremo il tifo per lui».

Le valutazioni

«Mi auguro che Pirlo porti i risultati sperati, sapendo che si tratta di un percorso», la speranza di Andrea Abodi, ministro per lo Sport. «Il campo dirà se questa sarà stata una scommessa o una scelta lungimirante. Io resto il primo supporter del ct e della Nazionale, che per me è la squadra del cuore. Guardiola? Lui e Pirlo mi sembrano alternative talmente distanti tra loro che, senza una certezza del sì, avrei tenuto nascosta la sua pista».

Tra i favorevoli c’è chi ha vinto con Pirlo i Mondiali del 2006, Massimo Oddo, anche suo compagno al Milan. «Su di lui ci sono preconcetti, ma è bravo e può far bene», afferma. «Abbiamo la riprova di De la Fuente: ha sempre allenato le giovanili e ora è Campione del Mondo. Lui e Maldini sono le persone giuste per riportare l’Italia al Mondiale, mi dà fastidio si dica che Pirlo non ha una gran carriera da allenatore senza contestualizzare». (r. sp.)

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sottoscrivi

Sottoscrivi