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Pirlo travolto dal caso Russia, lo sfogo: "Le mie collaborazioni sono solo sportive". Ora Malagò rischia di perdere anche Maldini

July 27, 2026
Nadia Palazzolo
Andrea Pirlo - LaPresse

"Ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto". Arriva nella notte tra il 26 e il 27 luglio lo sfogo di Andrea Pirlo, passato nel giro di poche ore dall'essere l'allenatore designato della Nazionale di calcio a catalizzatore di polemiche politiche per il suo ruolo di global ambassador di un'agenzia di scommesse russa. Il suo ormai sembra un nome "bruciato" e l'ex calciatore appare pienamente consapevole, tanto da parlare coi toni di considera la questione chiusa ma ritiene "doveroso chiarire alcuni aspetti". Facciamo il punto della situazione: cosa è successo, cosa ha detto Pirlo e cosa accade adesso.

Il caso Andrea Pirlo

Tramontata l'ipotesi Guardiola, è spuntato il nome di Andrea Pirlo come nuovo allenatore della Nazionale. Sembrava fatta, ma si sono subito addensate nubi nerissime. Con tanto di polemiche social e hashtag PirloOut. Intanto, c'è da dirlo, i tifosi non sono apparsi entusiasti all'idea di una Nazionale targata Pirlo. Poi però la polemica è diventata anche politica. Pesa soprattutto il ruolo di global ambassador dell'agenzia di scommesse russa Fonbet. Il marchio fa riferimento a Sergey Lomakin, oligarca il cui patrimonio si aggira intorno a 1,2 miliardi di dollari, che è anche il proprietario dello United FC di Dubai, il club emiratino che Pirlo allena dal maggio 2025. C'è poi il rischio di conflitto di interessi (o di opportunità): il figlio di Pirlo è affiliato a un'agenzia di procuratori, come quello di Maldini.

Come se non bastasse è intervenuto il Codacons, che ha annunciato la presentazione di un formale esposto all'Autorità per le Comunicazioni "chiedendo di aprire una indagine alla luce della violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione alle scommesse e giochi in denaro". Non solo. Se la Figc lo nominerà commissario tecnico della Nazionale, scatterà "un ricorso immediato al Tar del Lazio per bloccare tale nomina". Per l'associazione dei consumatori c'è "totale incompatibilità di Pirlo con ruoli dirigenziali nel calcio italiano alla luce della normativa vigente".

L'ex giocatore ha rotto il silenzio con un lungo post social. "Negli ultimi giorni - scrive - ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio. Ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto".

E ancora: "La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell'ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l'amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono".

E conclude: "L'amore per l'Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre".

Grane per Malagò

A poco più di un mese dalla sua elezione alla guida della Federcalcio, Giovanni Malago ha quindi in mano una bomba a orologeria. Paolo Maldini, il direttore tecnico designato per scelte condivise e per guidare il progetto tecnico di rifondazione, resta legato alla scelta di Pirlo. Se il progetto naufragasse potrebbe fare un passo indietro. Si aprirebbe una crisi istituzionale che il neo presidente federale vuole ovviamente evitare.

Nelle prossime ore Malagò avrà un incontro (previsto da tempo) con i presidenti delle componenti federali alla vigilia del Consiglio federale. E forse si capirà quale decisione intende prendere.

I nomi per la panchina che scotta

E senza Pirlo che succede? Adesso tornano in auge con più forza i nomi, già passati da Coverciano, di Antonio Conte e di Roberto Mancini, su tutti. Ma tutto può essere di nuovo in gioco, dall'idea di Claudio Ranieri direttore tecnico - laddove Maldini e Leonardo dovessero fare un passo indietro - ad altri nomi come quello di Pioli o dell'attuale commissario tecnico ad interim, Silvio Baldini.