Elephants

Piscinette, l’invasione continua  - L'Unione Sarda.it

July 28, 2026

Ussassai.

29 luglio 2026 alle 00:44

Tanti escursionisti ieri facevano il bagno, ignorato l’altolà del sindaco 

L’efficacia dell’ordinanza è stata immediata. Meno il rispetto della stessa. Il bilancio del primo giorno di divieto di balneazione e acquatrekking è stato un dileggio istituzionale: cartelli divelti e decine di persone immerse nelle piscinette naturali. «Basta, alla luce di quest’arroganza informo subito al prefetto». Chicco Usai immaginava che il provvedimento avrebbe suscitato un pandemonio, ma non si aspettava un’invasione di persone in barba ai cartelli affissi dagli agenti della polizia municipale. Neppure l’intimazione di verbali da 500 euro hanno scoraggiato gli avventori che, ieri mattina, si sono immersi nelle piscine naturali del rio Sa Taula, tra S’Arcada e la congiunzione col rio San Gerolamo, rio Isara e fino alla piscina di Caddargiu de Sini.

Caos controlli

La competenza dei controlli è delegata alla polizia municipale, ai carabinieri e agli agenti forestali nonché a tutte le altre forze pubbliche, incaricate di far rispettare l’ordinanza. «Ma chi per un motivo o per un altro, per organici risicati o altre incombenze, non riescono a garantire i controlli. Io - afferma il primo cittadino - non so più a chi rivolgermi, però le responsabilità sono tutte in capo a me». L’ultima spiaggia sembra il coinvolgimento della prefetta Alessandra Nigro. «Mi rivolgerò a lei, vediamo cosa si può fare».

Il dibattito

Qualcuno, a leggere i gruppi social in cui si confrontano gli escursionisti, avrebbe gradito una concertazione prima dell’emissione del provvedimento. Al netto di questo, Chicco Usai resta convinto della sua decisione: «È una scelta a tutela dell’ambiente», ripete. L’ordinanza trova il parere favorevole di Corrado Conca, guida ambientale escursionistica: «Il temporaneo divieto di balneazione nei corsi d'acqua di Ussassai dispiace, ma allo stesso tempo ritengo che sia stata una decisione inevitabile. Conoscendo il sindaco, non credo l’abbia presa a cuor leggero, ma la pressione turistica e la maleducazione in un luogo così delicato era diventata insostenibile».

L’assalto «scriteriato», come l’ha definito il sindaco, ha originato l’ordinanza. «Ho fattivamente contribuito a promuovere questa destinazione», dice la guida, «ma sono stato anche il primo ad allontanarmene quando la pressione si è fatta eccessiva o quando la siccità ha messo in crisi il torrente. La sostenibilità non è soltanto una questione ambientale. È anche una questione sociale ed economica. Significa trovare un equilibrio tra il diritto delle persone a vivere un territorio e il diritto di quel territorio a rimanere ciò che è». Conca offre la sua ricetta. «L’acquatrekking – sostiene - in questi luoghi va ripensato. Occorre chiedersi dove possa essere praticato, quando, con quali modalità e, soprattutto, con quali limiti. Continuo a dire sì all’acquatrekking, ma solo se praticata con responsabilità, competenza e consapevolezza».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sottoscrivi

Sottoscrivi