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PlayStation è accusata di usare bot per difendere l’addio ai dischi fisici sui social

July 19, 2026

La decisione attribuita a PlayStation di interrompere nel 2028 la produzione di giochi su disco continua ad alimentare forti critiche da parte della comunità. Il dibattito avrebbe già spinto alcuni sviluppatori ad accelerare i lavori sull’emulazione di PS5 e potrebbe inoltre creare nuove tensioni nei rapporti tra Sony e i suoi partner commerciali.

Nel pieno delle polemiche è emersa anche un’accusa più controversa. Secondo una recente analisi, alcuni account sospetti presenti sui social network starebbero intervenendo sistematicamente per difendere la strategia digitale di PlayStation e ridimensionare le contestazioni degli utenti.

Al momento, tuttavia, non sono state presentate prove definitive che colleghino direttamente questi profili a Sony o a società incaricate dall’azienda.

L’analisi di Moore’s Law is Dead sugli account sospetti

Le segnalazioni provengono dallo YouTuber e insider Moore’s Law is Dead, che avrebbe utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per esaminare alcuni profili particolarmente attivi nella discussione sulla progressiva eliminazione dei supporti fisici.

L’analisi si concentra soprattutto su tre account che presenterebbero caratteristiche ricorrenti. Sebbene i profili risultino creati diversi anni fa, la loro attività visibile sarebbe iniziata soltanto di recente, con pubblicazioni risalenti al massimo agli ultimi mesi o a uno o due anni.

Gli account analizzati sembrerebbero inoltre cambiare frequentemente argomento, concentrandosi in modo molto intenso su un singolo tema per periodi limitati. Uno dei profili segnalati, per esempio, avrebbe sostenuto la scelta di una PlayStation interamente digitale commentando la possibile chiusura dello store di PS3 come un elemento favorevole alla distribuzione online.

Immagini generate dall’intelligenza artificiale e profili cancellati

Un altro elemento evidenziato riguarda le interazioni con numerosi account successivamente eliminati da X. Diversi profili sospetti utilizzerebbero inoltre immagini generate artificialmente come fotografie personali o come contenuti da pubblicare.

Secondo Moore’s Law is Dead, questa combinazione di comportamenti potrebbe indicare la presenza di account automatizzati o gestiti nell’ambito di campagne coordinate. Nel corso dell’indagine sarebbe emerso anche un possibile collegamento tematico con GTA 6, altro titolo al centro di indiscrezioni riguardanti una distribuzione esclusivamente digitale.

Anche in questo caso, però, il legame resta puramente indiziario e non dimostra l’esistenza di un’operazione promossa direttamente da PlayStation.

Le critiche del pubblico restano predominanti

Nonostante la presunta attività di questi account, la reazione negativa degli utenti continua a dominare le conversazioni sui social network. Numerosi post pubblicati dai canali ufficiali PlayStation ricevono commenti contrari all’abbandono dei supporti fisici e richieste di mantenere un’alternativa su disco.

Per una parte del pubblico, le copie fisiche restano fondamentali per la conservazione dei videogiochi, la possibilità di rivenderli o prestarli e l’accesso ai contenuti senza dipendere dalla disponibilità futura dei negozi digitali.

Qualora fosse realmente in corso una campagna automatizzata per influenzare il dibattito, i suoi effetti sembrerebbero quindi limitati. Le contestazioni rivolte a PlayStation restano infatti molto più numerose e visibili rispetto ai messaggi favorevoli alla transizione verso un ecosistema completamente digitale.