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Politica e video di leader “morti”: non solo Vannacci. Ecco il precedente di Di Pietro

July 20, 2026

Il generale è finito nell’occhio del ciclone per avere condiviso un video dove, da condottiero romano, indica il pollice verso ai vari Schlein, Conte e Prodi. Ma nel 2012 toccò a Tonino a far scoppiare il caos. E la reazione fu identica

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Il video condiviso da Roberto Vannacci sui social ha fatto scatenare una fiumana di pesanti reazioni politiche. Il generale-leader di Futuro Nazionale è apparso - grazie all’intelligenza artificiale - come un condottiero romano all’interno del Colosseo, seduto accanto a Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, mentre chiede l’esecuzione nei confronti degli esponenti “con la falce e il martello, la stessa falce e martello che non hanno mai usato”, ovvero Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi e Laura Boldrini con il classico gesto del pollice verso.

Nel filmato compare anche la moglie di Vannacci, Camelia Mihailescu, che mostra il dito medio e il “gladiatore” Giuseppe Barboni, l’imprenditore travolto dalle critiche per l’aggressione nei confronti di un immigrato a San Benedetto del Tronto. Polemiche a non finire contro il generale, etichettato da Carlo Calenda come un “fascista”. In realtà, con le dovute differenze, non si tratta altro che di corsi e ricorsi storici. Tornando indietro nel tempo di esattamente quattordici anni (quando l’AI come la conosciamo oggi noi non esisteva ancora), scopriamo infatti che qualcosa di molto simile era già capitato nell’agone politico italiano, anche se messo in pratica, all’epoca, da un leader di partito di centrosinistra.

Siamo al 27 luglio 2012, mentre è in carica il governo tecnico presieduto da Mario Monti. Sul web compare un video intitolato “Terrificante: morti viventi in Parlamento”. Si vedono immagini di Montecitorio al rallentatore, alternate da dichiarazioni rilasciate proprio alla Camera da Antonio Di Pietro, allora capo indiscusso della fu Italia dei Valori: “Non esiste più una maggioranza. Esistono soltanto dei morti viventi, che vivacchiano alle spalle del Paese, e che hanno paura di andare alle elezioni perché saranno mandati a casa a calci nel sedere dagli elettori”.

Poi, all’improvviso, lo scenario cambia totalmente: gli utenti di Youtube si ritrovano catapultati dentro le immagini di un film di George Romero, con i morti viventi che indossano maschere insanguinate di Pierluigi Bersani, Angelino Alfano, Pierferdinando Casini e lo stesso Monti. Di Pietro condividerà sui propri profili social il medesimo video. Apriti cielo. Nel giro di poche ore le reazioni avverse sono fittissime. Uno tra i più feroci a commentare è Pier Ferdinando Casini, al comando del movimento centrista Udc: “Ho visto il video che Di Pietro ha diffuso in rete, è di chiara matrice fascista. Complimenti all’Italia dei Valori”.

Pochi giorni dopo Bersani, alla guida (semi)salda del Partito Democratico, non sarà da meno: “Vedo correre sulla rete frasi come ‘Siete cadaveri ambulanti’, ‘siete zombie’ e ‘vi distruggeremo’. Sono linguaggi fascisti a noi non ci impressionano. Vengano via dalla rete vengano qui a dircelo”.

Quel video sancì definitivamente la rottura tra Pd e Idv, che infatti non si presenteranno insieme alle elezioni politiche del 2013, clamorosamente “non vinte” dal centrosinistra. Insomma: a distanza di circa un decennio e mezzo di tempo, per un video condiviso su Youtube, l’accusa di “fascista” è per sempre.

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