Migliaia di studenti sono scesi in piazza ieri mattina tra Pomigliano e Acerra, popolose città dell’area metropolitana che formano una sorta di grande polo delle scuole superiori in un vasto territorio. È stata una protesta che ha ricalcato quelle in corso in altre città, una protesta, hanno denunciato gli studenti, contro «le condizioni strutturali in cui versano gli istituti, contro il caro-scuola e il carovita». Una protesta che è anche sfociata in gravi disordini.
A Pomigliano un centinaio di manifestanti dell’istituto tecnico industriale «Eugenio Barsanti» si sono staccati dal corteo principale per dare il via a un tiro al bersaglio a suon di bombe carta, lanci di uova, fumogeni e petardi sui muri delle altre scuole della città. Un tiro al bersaglio messo a segno anche ai danni degli stessi studenti. Ne ha fatto le spese una ragazza di un liceo, rimasta lievemente ferita da un petardo che le è esploso a pochi centimetri, mentre manifestava pacificamente davanti al municipio.
Ad Acerra invece ci sono state tensioni davanti all’istituto «Bruno Munari». Anche qui gli studenti hanno scioperato. A un certo punto uno di loro ha danneggiato l’auto della preside, Lea Vitolo, mandando in frantumi lunotto e finestrino laterale della vettura. Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha subito espresso solidarietà alla dirigente scolastica. Più tardi è emerso che il giovane intemperante soffre da tempo di problemi piscologici pregressi. «I suoi genitori - racconta la preside Vitolo - non appena hanno appreso il fatto sono subito venuti a scuola per porgermi le loro più sentite scuse e garantendomi il risarcimento dei danni. Anche i miei studenti, che mi hanno subito avvertita del danneggiamento, mi hanno detto di essere rimasti molto dispiaciuti per l’accaduto».
I disordini
Di ben altra portata i fatti di Pomigliano. Il lancio di bombe carta, uova e petardi contro le scuole è iniziato davanti all’istituto «Matilde Serao», alle spalle del municipio. Poi il gruppo di facinorosi si è diretto verso il liceo scientifico e delle scienze umane «Salvatore Cantone», sempre in pieno centro. Anche qui esplosioni di bombe carta e lanci di uova e petardi. Quindi è stato preso di mira il liceo classico scientifico «Vittorio Imbriani». «Condanniamo il comportamento di questa esigua minoranza di manifestanti - commenta Giorgia Picozzi, esponente locale dell’Uds, l’Unione degli studenti - ma la stragrande maggioranza dei ragazzi ha protestato pacificamente. Anche molti studenti dell’Itis si sono comportati bene e sono stati ricevuti dal sindaco».
Al primo cittadino Raffaele Russo è stato consegnato un elenco di carenze. Sono molte. All’«Imbriani», finestre e porte rotte, bagni guasti, condizionatori-termosifoni presenti in poche classi e alcuni anche fuori uso, mancato isolamento degli infissi, cavi hdmi assenti. Al plesso «Rea» dell’«Imbriani» colonne nelle classi che rendono difficile la fuga in caso di evacuazione, carenza di servizi igienici peraltro spesso fuori uso. All’Isis «Europa» problemi di connessione internet; al liceo «Cantone» termosifoni non funzionanti, condizionatori assenti, pezzi di metallo arrugginiti che sporgono dai muri, bagni non funzionanti, porte rotte o assenti, porte esterne senza chiusura, infissi dei balconi che fanno acqua, fili elettrici scoperti. Al «Barsanti», problemi di connessione internet. Alla «Serao» bagni fuori uso, classi che si allagano quando piove, buchi nei muri, intonaci cadenti, buche nel pavimento della palestra, infissi non funzionanti, connessione wifi assente, termosifoni inutilizzabili.
Al termine dell’incontro, il sindaco Russo ha ottenuto un incontro a Napoli con i responsabili di Città Metropolitana, ente proprietario delle scuole superiori. L’appuntamento è fissato per il 26 ottobre. Resta lo choc per i disordini. Carabinieri e polizia hanno controllato l’andamento delle intemperanze studentesche senza intervenire per evitare contatti pericolosi con i manifestanti più problematici. In ogni caso è trapelato che le forze dell’ordine abbiano identificato gli autori delle esplosioni.