Delusione e voglia di rinnovamento, fischi e applausi al tradizionale raduno leghista con i militanti chiaramente divisi sul leader Matteo Salvini

Il pratone di Pontida gremito

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Pontida (Bergamo) – “Non è più un pratone, è un pratino”, dice, amaro, uno dei settecento militanti bresciani che si sono riversati a Pontida, commentando un nuovo restringimento, dopo quello dello scorso anno, dello spazio dedicato al raduno. Concordano i suoi compagni di viaggio e di fede politica. L’effetto visivo, però, è stato raggiunto: l’immagine è quella tradizionale del pienone, con il consueto bagno di folla finale per Matteo Salvini, sempre richiestissimo per i selfie da militanti fedeli quanto entusiasti. Applausi e fischi (sono stati visti aggirarsi distributori di fischietti). Consensi e contestazioni. Ci sono cuori leghisti divisi.
Quando sale sul palco Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega Lombarda, una militante, maglietta azzurra con la scritta “Io sto con Salvini“ (novità di Pontida 2026) comunica ai vicini che si metterà di spalle e mantiene il suo proposito fino al termine dell’intervento di Romeo, accolto con grandi applausi, in parte bilanciati dai “Salvini, Salvini" dei supporter del segretario federale.

Matteo Salvini sul palco
Il vecchio coro
E viene riproposto anche il classico “Un capitano, c’è solo un capitano”. Non sono molte le bandiere della Lega Lombarda a sventolare sotto un sole ancora estivo. Quelle con il Leone di San Marco compaiono quando sale sul palco l’ex governatore veneto Luca Zaia, accolto dal coro scandito “Lu-ca Lu-ca“, seguito da un beneaugurante “segretario“ e, sullo slancio dell’entusiamo popolare, da un avveniristico “presidente della Repubblica“. L’onda lunga veneta si addensa e poi si sparge per il prato. Quello che non va disperso è l’affetto per il Doge. «Sono –dice Igor di Monfalcone – da sempre con Luca. Luca per tutta a vita. Ha idee molto liberali e poi mi piace la persona. Cambiare è giusto. Salvini ha fatto un grande lavoro, ma è il momento di dare una svolta al movimento, di tornare ai territori». Giuliano, panettiere da quarantasette anni e da trenta nella Lega, analizza da veneto concreto: «Guardiamo ai numeri: sono altalenanti. Si deve prendere una decisione prima che sia troppo tardi. Cambiare il passo, come ha detto Zaia. E cambiare le persone. Come persona Salvini mi piace molto, ma non pensa più al Nord. È stato un bravo segretario, però Zaia sarebbe meglio. Oppure si faccia una guida più collegiale. Io sono sempre per l’unità, ma quando c’è una parte che tira e l’altra no, si deve cambiare».
Tra chi vuole cambiare e chi resta con Matteo
La parola “cambiare“ è stata colta al volo da una sorridente signora di Vimercate che stazionava nei pressi con un’amica: «Cambiare? Chi perché? Con Matteo tutta la vita». E aggiunge la traduzione inglese: «Forever». L’annuncio a sorpresa del congresso ha reso felice almeno una persona, ma per ragioni che suonerebbero ostiche alle orecchie del leader. Antonella Pellegrinelli è la segretaria della sezione leghista di Pontida: «Salvini va benissimo come ministro, a Roma. Ha lavorato bene. Ma come segreteria della Lega dobbiamo rinnovare, cambiare. Primo viene il nostro territorio. In parte Salvini ha sbagliato. Militanti e sostenitori sono stati messi da parte. Purtroppo, Salvini ha ascoltato qualche persona sbagliata. Quindi, al congresso, cambio di segreteria».
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