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Pontida, cosa resta dell’orgoglio lumbard: “Ormai il pratone è diventato un pratino”

September 20, 2026

Delusione e voglia di rinnovamento, fischi e applausi al tradizionale raduno leghista con i militanti chiaramente divisi sul leader Matteo Salvini

Il pratone di Pontida gremito

Il pratone di Pontida gremito

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Pontida (Bergamo) – “Non è più un pratone, è un pratino”, dice, amaro, uno dei settecento militanti bresciani che si sono riversati a Pontida, commentando un nuovo restringimento, dopo quello dello scorso anno, dello spazio dedicato al raduno. Concordano i suoi compagni di viaggio e di fede politica. L’effetto visivo, però, è stato raggiunto: l’immagine è quella tradizionale del pienone, con il consueto bagno di folla finale per Matteo Salvini, sempre richiestissimo per i selfie da militanti fedeli quanto entusiasti. Applausi e fischi (sono stati visti aggirarsi distributori di fischietti). Consensi e contestazioni. Ci sono cuori leghisti divisi.

Quando sale sul palco Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega Lombarda, una militante, maglietta azzurra con la scritta “Io sto con Salvini“ (novità di Pontida 2026) comunica ai vicini che si metterà di spalle e mantiene il suo proposito fino al termine dell’intervento di Romeo, accolto con grandi applausi, in parte bilanciati dai “Salvini, Salvini" dei supporter del segretario federale.

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Matteo Salvini sul palco

Il vecchio coro

E viene riproposto anche il classico “Un capitano, c’è solo un capitano”. Non sono molte le bandiere della Lega Lombarda a sventolare sotto un sole ancora estivo. Quelle con il Leone di San Marco compaiono quando sale sul palco l’ex governatore veneto Luca Zaia, accolto dal coro scandito “Lu-ca Lu-ca“, seguito da un beneaugurante “segretario“ e, sullo slancio dell’entusiamo popolare, da un avveniristico “presidente della Repubblica“. L’onda lunga veneta si addensa e poi si sparge per il prato. Quello che non va disperso è l’affetto per il Doge. «Sono –dice Igor di Monfalcone – da sempre con Luca. Luca per tutta a vita. Ha idee molto liberali e poi mi piace la persona. Cambiare è giusto. Salvini ha fatto un grande lavoro, ma è il momento di dare una svolta al movimento, di tornare ai territori». Giuliano, panettiere da quarantasette anni e da trenta nella Lega, analizza da veneto concreto: «Guardiamo ai numeri: sono altalenanti. Si deve prendere una decisione prima che sia troppo tardi. Cambiare il passo, come ha detto Zaia. E cambiare le persone. Come persona Salvini mi piace molto, ma non pensa più al Nord. È stato un bravo segretario, però Zaia sarebbe meglio. Oppure si faccia una guida più collegiale. Io sono sempre per l’unità, ma quando c’è una parte che tira e l’altra no, si deve cambiare».

Tra chi vuole cambiare e chi resta con Matteo

La parola “cambiare“ è stata colta al volo da una sorridente signora di Vimercate che stazionava nei pressi con un’amica: «Cambiare? Chi perché? Con Matteo tutta la vita». E aggiunge la traduzione inglese: «Forever». L’annuncio a sorpresa del congresso ha reso felice almeno una persona, ma per ragioni che suonerebbero ostiche alle orecchie del leader. Antonella Pellegrinelli è la segretaria della sezione leghista di Pontida: «Salvini va benissimo come ministro, a Roma. Ha lavorato bene. Ma come segreteria della Lega dobbiamo rinnovare, cambiare. Primo viene il nostro territorio. In parte Salvini ha sbagliato. Militanti e sostenitori sono stati messi da parte. Purtroppo, Salvini ha ascoltato qualche persona sbagliata. Quindi, al congresso, cambio di segreteria».

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