«Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro», recita la Bibbia (Mt 18,20) e lo sa bene don Tonino che oggi, 7 agosto, ha celebrato la messa pomeridiana in piazza della Repubblica a Pozzuoli. Non servono alte volte, marmi o affreschi: serve la comunità.
La sua chiesa è ancora inagibile dopo la forte scossa di terremoto 4,7 dello scorso 31 luglio. Don Tonino non si è perso d'animo, ed ecco che la comunità tutta si è riunita sotto la statua della Madonna: un tavolino come altare, le panchine come panche dei fedeli.
Canti, omelia, preghiere e salmi: la messa va avanti anche senza struttura, perché la chiesa non è un edificio, ma persone e volontà.
«Certe persone devono ricordare che il Signore dà e il Signore toglie», afferma il parroco durante la sua omelia in cui ha sottolineato l'importanza di dar valore ai beni immateriali e non a quelli materiali. «Questa esperienza che stiamo vivendo tutti ci fa capire che nulla è stabile e nulla è sicuro, chi pensa di stare in piedi, dice il Vangelo, stia attento a non cadere.
A cosa serve accumulare e accumulare e accumulare beni? Basta un niente e finisce tutto»
I controlli
Intanto prosegue l'attività dei vigili del fuoco nell'area Flegrea a seguito della scossa di terremoto di magnitudo del 31 luglio scorso. A Pozzuoli opera personale specializzato proveniente da diversi comandi per la valutazione delle condizioni di sicurezza di edifici e strutture. I vigili del fuoco sono al lavoro per recuperare opere religiose e di pregio nella chiesa di San Raffaele Arcangelo, lesionata dalle scosse sismiche.
La protesta
Intanto i cittadini di Pozzuoli continuano senza sosta la protesta, già iniziata lo scorso martedì 4 agosto, per richiedere interventi urgenti a sostegno della popolazione in emergenza dopo la scossa di terremoto. I manifestanti hanno nuovamente occupato il porto. Tanti gli striscioni su cui campeggiano le scritte: “Chi aspetta rischia, chi governa agisca”, o ancora “A terra saglie, 'o popolo quaglia” e infine: “Pozzuoli esiste ancora”.