proteste
27 ottobre 2026 alle 00:29
Il movimento che si oppone agli speculatori aderisce allo sciopero generale del 30 ottobre“Pratobello 24, un popolo in marcia”. Il ritrovo è a Cagliari, venerdì 30, dalle 10.30, in piazza Garibaldi. Ma non sarà una protesta solitaria. «Abbiamo deciso – sottolineano i Comitati che in Sardegna lottano contro la speculazione energetica – di aderire allo sciopero generale». L’ha proclamato l’Usb, l’Unione sindacale di base. Dal mondo della scuola al pubblico impiego, «tutte le categorie del lavoro, pubblico e privato, sono chiamate a partecipare». Ma l’appello è anche per i giovani, per le associazioni e per i movimenti. «Questa mobilitazione – scrivono dall’Usb – è contro l’economia di guerra imposta dal Governo Meloni, contro il carovita che sta strangolando la popolazione, contro la repressione di chi protesta per ottenere migliori condizioni di vita».
Lotta alle rinnovabili
Venerdì i Comitati sardi che difendono la Sardegna dall’assalto di pale e pannelli si ritrovano sotto il segno dell’unità. Le locandine girano sui social e nelle chat. «Marciamo verso il porto», anticipa Luigi Pisci dal Sarcidano. Nei territori sono i numeri di Terna che fanno paura, perché al gestore della rete di trasmissione nazionale arrivano le richieste di connessione. E sono 597 le pratiche istruite, con aggiornamento al 30 settembre: un assalto che vale 44,52 gigawatt, malgrado la soglia di rinnovabili assegnata alla Sardegna dal decreto Pichetto Fratin sia di 6,2, ovvero sette volte meno. «Il timore dei Comitati – spiega Pisci – è che gli appetiti non finiscano qua». Pisci parla di «assedio, contro il quale siamo schierati da anni, malgrado né la Giunta né il Consiglio regionali mostrino interesse verso la protesta».
L’appello
I temi dell’adesione allo sciopero generale di venerdì sono scritti nei volantini. «Per una transizione democratica – si legge in uno dei tanti messaggi su Facebook – i sardi si sono espressi con chiarezza nel 2024 attraverso 211mila firme, lasciate nel cassetto dalla politica regionale». Nella massima assemblea non è mai cominciata davvero la legge di iniziativa popolare. «La nuova mobilitazione – annunciano i Comitati sardi – sarà anche l'occasione per rilanciare l’esame di quel provvedimento». A Cagliari si arriverà da tutta l’Isola con mezzi propri e autobus. «La mobilitazione cresce se ci siamo tutti – fanno sapere da Sa Domus de totus –. A distanza di due anni dalla raccolta delle firme, la Regione sta continuando a ignorare la volontà dei sardi». L’associazione ha organizzato il noleggio di un pullman che si fermerà ad Alghero (6.30 di fronte a Trony in zona Galboneddu), a Olmedo (6.45, ritrovo da confermare) e a Sassari (alle 7 davanti alla Corte d’appello).
Le ragioni
A Cagliari non mancheranno gli attivisti del Presidio permanente del popolo sardo. «Dietro quelle 211mila firme ci sono persone che hanno perso ore di sonno, giornate di lavoro, tempo e soldi propri. Persone che hanno scelto di impegnarsi per la propria terra senza aspettarsi nulla in cambio. No alla devastazione dell’Isola, sì a una transizione energetica che metta al centro i sardi». Di quelle 597 richieste di connessione, la gran parte (364 domande) riguarda il solare, pari a 15,65 gigawatt. Ma in assoluto è l’incidenza dell’offshore ad avere il peso specifico maggiore: appena 23 progetti, intorno a tutta l’Isola, per una potenza installabile di 14,58 gigawatt. L’eolico a terra ne vale 14,29 per 210 impianti. «Il Movimento Pratobello 24 converge sullo sciopero per rafforzare la presenza del tema della speculazione nell’agenda della protesta e legarlo alle attuali rivendicazioni contro carovita, economia di guerra e riarmo».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

