Oltre 500 ragazzi arrivati da tutta Italia, sei giorni di incontri e laboratori e un programma che mette insieme cinema, teatro, letteratura, musica, sport, giornalismo, inclusione e nuovi linguaggi. È questa la fotografia della XVI edizione del Premio Fabula, il festival ideato da Andrea Volpe che dal 28 agosto al 2 settembre torna a Bellizzi, in provincia di Salerno, trasformando per quasi una settimana il territorio in un grande spazio dedicato alle nuove generazioni. Il filo conduttore scelto per questa edizione è «Fuori dal mondo»: un titolo che diventa una domanda rivolta soprattutto ai ragazzi, chiamati a confrontarsi con personalità e storie molto diverse tra loro.
Sedici anni di grandi nomi in un Comune giovanissimo
C'è poi un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan la particolarità del Fabula: da sedici anni Bellizzi, il Comune più giovane della provincia di Salerno, riesce a portare in questo angolo del Mezzogiorno protagonisti di primo piano del cinema, della televisione, della cultura e dello sport. Un appuntamento nato nel 2010 da un'idea di Andrea Volpe e cresciuto negli anni fino a diventare un punto di riferimento nazionale per centinaia di ragazzi. Una scommessa nata in una piccola realtà e diventata, edizione dopo edizione, una vetrina capace di attirare nomi e storie che normalmente sembrano appartenere a palcoscenici molto più grandi.
Un festival costruito intorno ai ragazzi
Il Fabula non nasce come una semplice rassegna di incontri con personaggi famosi. Il suo elemento distintivo è il rapporto diretto tra gli ospiti e i giovani partecipanti, attraverso conversazioni, laboratori e momenti di confronto. I protagonisti del programma arrivano da mondi differenti, ma hanno tutti una storia da raccontare e un percorso capace di diventare uno spunto per chi sta ancora cercando la propria strada. È così che cinema, cultura, sport e attualità finiscono per dialogare sullo stesso palcoscenico.
Dal cinema alla letteratura, tutti i grandi nomi
Tra gli ospiti più attesi ci sono Claudio Amendola, Edoardo Leo e Francesco Paolantoni, tre volti amatissimi dal pubblico italiano, ma anche generazioni e percorsi differenti dello spettacolo. Accanto a loro Edoardo Prati, giovane divulgatore che ha conquistato il pubblico portando i grandi classici della letteratura nel linguaggio contemporaneo, e Maurizio Merluzzo, doppiatore, attore e creator particolarmente seguito dalle nuove generazioni. Il programma ospita inoltre Luca Trapanese, da anni impegnato sui temi dell'inclusione, e una lunga serie di protagonisti del giornalismo, della cultura, della musica e dell'impegno civile.
Anche lo sport racconta la forza di scegliere
Una delle chiavi più interessanti di questa edizione è il rapporto con lo sport, raccontato non soltanto attraverso i risultati ma soprattutto attraverso le storie personali. Tra i protagonisti c'è Achille Polonara, campione di basket e azzurro della Nazionale italiana, chiamato a confrontarsi con i ragazzi sul valore del talento, della disciplina, del sacrificio e dello spirito di squadra. E c'è Claudia Graziani, atleta ANED Sport e campionessa di tennis nel circuito degli sportivi trapiantati, la cui esperienza porta al Fabula un messaggio ancora più forte di resilienza e rinascita. Dopo anni di dialisi e un trapianto di rene, Graziani ha trasformato lo sport in una nuova possibilità, arrivando a conquistare titoli internazionali nel tennis.
«Fuori dal mondo», per guardare la realtà con occhi diversi
Il tema scelto per il 2026 attraversa così tutto il programma: uscire dal proprio mondo per conoscere quello degli altri, confrontarsi con esperienze lontane e scoprire prospettive nuove. Accanto ai grandi ospiti trovano spazio laboratori di scrittura, musica e creatività, attività dedicate ai più giovani, incontri sull'inclusione, sulla donazione degli organi e sulla cittadinanza. Un mosaico nel quale la dimensione spettacolare non è mai separata da quella educativa.
Il risultato è un festival che prova a parlare ai ragazzi senza parlare «ai ragazzi»: mettendoli davanti a persone, storie e scelte reali e lasciando che siano le domande a creare il confronto. Perché l'obiettivo del Fabula non è soltanto portare a Bellizzi nomi conosciuti, ma offrire ai suoi giovani protagonisti l'occasione di scoprire che dietro ogni successo, ogni talento e ogni percorso c'è una storia fatta di scelte, difficoltà, cadute e ripartenze. E che, qualche volta, per trovare la propria strada bisogna avere il coraggio di uscire davvero «fuori dal mondo».