Sette anno dopo essere stata finalista alle Targhe Tenco per il Migliore album Opera Prima grazie a Diventeremo adulti, sabato 24 ottobre Giulia Mei si è esibita sul palco del Teatro Ariston di Sanremo. La cantautrice ha dichiarato: “Sto lavorando al mio nuovo album. Sono in fase di scrittura, ricerca e riflessione perché credo che la musica abbia bisogno di tempo”. La nostra intervista
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Dopo un lunghissimo tour di oltre cento date, sabato 24 ottobre Giulia Mei ha illuminato il palco del Teatro Ariston di Sanremo nella serata conclusiva della 49esima edizione del Premio Tenco. Prima dell’esibizione, l’artista ci ha raccontato: “Ho iniziato a giocare e a scrivere con la techno, l’elettronica e la dubstep. È bellissimo pensare a come tutti questi mondi così distanti possano comunicare tra loro. Ho scelto di portare la mia curiosità anche nella musica. La musica dà prospettive infinite attraverso la sperimentazione”.
premio TENCO 2026, giulia mei: “La curiosità è la guida di tutto”
Nel 2019 Giulia Mei è stata tra i finalisti alle Targhe Tenco per il Migliore album Opera Prima grazie a Diventeremo adulti. Sette anni dopo, la cantautrice è stata ospite della rassegna portando la sua energia magnetica e travolgente sul palco del Teatro Ariston. Nonostante la giovane età, in breve tempo l’artista si è affermata come una delle voci più brillanti del panorama discografico italiano. Nel marzo dello scorso anno la cantautrice ha pubblicato Io della musica non ci ho capito niente aggiungendo un tassello a una carriera in costante ascesa. Giulia Mei ha aperto la serata conclusiva della 49esima edizione della Rassegna della canzone d’autore – Premio Tenco arrivando come un’onda che si infrange sugli scogli e scompigliando il pubblico come il vento del mare fa con i capelli. Abbiamo intervistato la cantautrice prima dell’esibizione.
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Che emozione provi a esibirti nella serata conclusiva del Premio Tenco?
Un’emozione bellissima per due motivi: prima esibizione al Premio Tenco e prima volta sul palco del Teatro Ariston. Inoltre, sono molto contenta perché ho potuto portare l’energia del mio ultimo album per raccontare quello che è successo dall’anno scorso a oggi, tutte le soddisfazioni che il disco mi ha regalato.
Come hai scelto i brani?
È sempre difficile sceglierli. Ho deciso di portare emozioni ed energia costruendo una scaletta esemplificativa dei miei live. C’è una parte intima, emozionale ed emozionante, ma anche una energica, folle e sperimentale. Ci sono tutte le sfumature del disco.
C’è un tuo brano che senti più vicino?
Ti deluderò con questa risposta, ma no. Mi sento vicina a tutti i brani, specialmente a quelli dell’ultimo disco. Ogni canzone racconta parti differenti di me. Sono tutte sfumature importanti, penso che tutti gli esseri umani abbiano diversi mondi al loro interno. Bandiera racconta la mia necessità di collettività, lotta e in qualche modo impegno politico, ma ci sono anche brani che parlano del disagio generazionale e delle mie relazioni, quindi non riuscirei a sceglierne uno.
Il tuo primo ricordo legato alla musica?
Ce ne sono talmente tanti! Forse la mia prima lezione di pianoforte con la straordinaria maestra Annamaria, è stato uno dei giorni più belli della mia vita. Poter dare inizio ai sogni giocando con la musica è stato bellissimo. Crescere insieme alla musica è stato stupendo.
Tantissima strada da quella prima lezione
A quella ragazza direi di andare avanti con ostinazione fidandosi della propria intuizione. Segui la fiamma che hai dentro. Ci saranno tante persone che cercheranno di ridimensionarti, non ti rimpicciolire per gli altri.
Sei reduce da un tour di oltre cento date, c’è un ricordo che porti nel cuore?
Forse l’emozione di suonare sul palco del Primo Maggio a Roma e un concerto bellissimo al Castello Sforzesco di Milano. Però devo dire che ogni posto in cui siamo stati mi ha regalato un’emozione, il pubblico restituisce sempre qualcosa di diverso. Per me l’emozione più grande di fare questo mestiere è suonare live.
Da dove arrivano le tue influenze?
Probabilmente dai tanti stimoli: dai miei studi classici alla letteratura passando per i dischi che compravo da sola. La curiosità è la guida di tutto. Sono sempre stata molto curiosa cercando di avere una mente aperta. Ho ascoltato qualsiasi tipo di musica: da Mozart a Leonardo Cohen.
C’è una grande ricerca anche a livello sonoro
Gli ultimi anni di ricerca sono culminati in questo disco. Ho iniziato a giocare e a scrivere con la techno, l’elettronica e la dubstep. È bellissimo pensare a come tutti questi mondi così distanti possano comunicare tra loro. Ho scelto di portare la mia curiosità anche nella musica. La musica dà prospettive infinite attraverso la sperimentazione.
Guardando al futuro?
Sto lavorando al mio nuovo album. Sono in fase di scrittura, ricerca e riflessione perché credo che la musica abbia bisogno di tempo. Inseguire gli streaming o i tempi discografici non fa per me, soprattutto dopo un tour così lungo. Ho bisogno di fermarmi a pensare in che direzione andare, posso farlo solo vivendo. Per me la musica è vita, riflessione, silenzio e contemplazione.