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Prezzo diesel e benzina, Italia tra i più colpiti dal caro carburante

September 25, 2026

Introduzione

Il prezzo del diesel nelle stazioni di servizio dell'Unione europea ha raggiunto un nuovo record nei giorni scorsi, arrivando a 2,23 euro al litro, contro i 2,16 euro registrati la settimana precedente. È quanto emerge dall'analisi realizzata da France Presse sui dati nazionali pubblicati dalla Commissione europea. Le tabelle comunitarie, disponibili dal 2005, evidenziano prezzi ai massimi storici in 19 Paesi dell'Ue, tra cui Germania, Francia e Italia. L'impennata è legata soprattutto agli effetti combinati della guerra in Medio Oriente (GLI AGGIORNAMENI LIVE) e degli attacchi ucraini alle raffinerie russe (GLI AGGIORNAMENTI LIVE), che stanno comprimendo l'offerta internazionale di carburanti. Il petrolio ha infatti registrato un forte rialzo dall'inizio del conflitto mediorientale: il Brent, che prima dell'escalation di fine febbraio viaggiava intorno ai 70 dollari al barile, si è portato nei giorni scorsi sopra quota 100 dollari.

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Quello che devi sapere

Perché il diesel rincara

L'aumento dei prezzi alla pompa, tuttavia, è stato ancora più marcato rispetto a quello del greggio. A incidere sono soprattutto i costi dei prodotti raffinati, come diesel, benzina e cherosene. I Paesi del Golfo, oltre a essere importanti produttori di petrolio, rappresentano infatti una fonte essenziale di carburanti raffinati per l'Europa, soprattutto dopo la progressiva riduzione delle importazioni dalla Russia seguita all'invasione dell'Ucraina. A complicare il quadro sono i maggiori costi del trasporto marittimo attraverso Medio Oriente, Mar Rosso e stretto di Hormuz, dove i rischi per le navi hanno fatto lievitare i noli. Il trasporto di carburanti raffinati risulta inoltre particolarmente oneroso perché le petroliere utilizzate per questi prodotti hanno una capacità inferiore rispetto a quelle destinate al greggio. 

Per approfondire: Blocco diesel Euro 5, governo approva il rinvio al 2027. Salvini: "Soddisfazione"

Una disponibilità che scarseggia

Questa capacità inferiore delle petroliere progettate per i prodotti raffinati fa sì che "il costo di trasporto aggiuntivo" salga "a circa 50 dollari al barile" per le aziende", spiega Patrick Pouyanné, ad di TotalEnergies, citato da France Presse. A ridurre ulteriormente la disponibilità di carburanti sul mercato globale contribuiscono poi i ripetuti attacchi con droni condotti dall'Ucraina contro le raffinerie russe, con conseguenze soprattutto sull'offerta di diesel. Il risultato è una pressione crescente sui prezzi dei prodotti raffinati e un aumento dei margini per le raffinerie, mentre diversi governi cercano contemporaneamente di scongiurare il rischio di carenze.

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Quanto pesano le tasse

Il prezzo dei carburanti varia sensibilmente tra i Paesi europei anche per effetto della diversa fiscalità. Secondo Julien Mathonniere, economista di Energy Intelligence, l'Ue applica un'accisa minima di 33 centesimi al litro sul diesel e di 35,9 centesimi sulla benzina, oltre all'Iva, che non può essere inferiore al 15%. I singoli Stati possono aggiungere ulteriori imposte e, secondo l'economista, il carico fiscale arriva spesso a rappresentare più di due terzi del prezzo finale.

Al 14 settembre, il diesel costava circa 2,50 euro al litro in Danimarca e Finlandia, 2,29 euro in Francia e 1,83 euro in Spagna. Per Arne Lohmann Rasmussen di Global Risk Management, è anche il peso delle tasse a spiegare perché il diesel sia più caro in Europa che in Asia, nonostante quest'ultima sia più direttamente esposta alla crisi iraniana.

Le risposte dei governi

Gli Stati europei stanno reagendo con strumenti diversi. Portogallo e Romania hanno ridotto le imposte sui carburanti, mentre la Bulgaria ha previsto un contributo una tantum di 50 euro per quasi 550 mila cittadini vulnerabili. A livello Ue, la Commissione ha autorizzato aiuti di Stato per i comparti più colpiti dal caro carburanti, tra cui agricoltura, pesca e trasporti. La Francia, infine, ha chiesto maggiore flessibilità sulle norme europee relative alla qualità dei carburanti.

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L'Italia valuta nuove misure

Il governo italiano ha già destinato nel 2026 circa 2 miliardi di euro agli interventi contro il caro carburanti, come ha ricordato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti durante il question time alla Camera. Il ministro ha spiegato che nei prossimi giorni sarà necessario discutere dell'eventuale utilizzo della cosiddetta clausola di salvaguardia e della deroga alle regole europee, indicata con l'acronimo Nec. Secondo Giorgetti, l'Italia si è mossa per prima sul fronte della richiesta di flessibilità delle regole comunitarie, mentre altri Paesi europei starebbero valutando misure analoghe. Il quadro resta comunque legato all'evoluzione dello scenario internazionale: finché i conflitti continueranno a condizionare produzione, raffinazione e trasporto del petrolio, il rischio è che la pressione sui prezzi rimanga elevata.

Effetti sull'auto

Il caro carburanti sta influenzando anche il mercato dell'auto. Secondo il Codacons, i dati Acea sui primi otto mesi del 2026 mostrano un cambiamento nelle preferenze dei consumatori. Nell'area Ue a 27 Paesi, Efta e Regno Unito, le immatricolazioni complessive sono cresciute del 5,8%, ma quelle a benzina sono diminuite del 17,5% e le diesel del 19%. In aumento, invece, le vetture elettriche (+38,8%), ibride plug-in (+22,2%) e ibride (+10,5%). Per il Codacons, i rincari stanno quindi favorendo le alimentazioni elettrificate e rendono necessari nuovi incentivi.

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I prezzi odierni

Nella giornata di oggi in Italia si segnalano prezzi stabili sulla rete stradale ordinaria per i carburanti, ma da domani sono prevedibili rialzi sul diesel in vista del dimezzamento dello sconto sulle accise deciso nell'ultimo decreto del 16 settembre. Secondo i dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self-service' lungo la rete stradale nazionale è oggi pari a 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro al litro per il gasolio, gli stessi livelli di ieri. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,247 euro al litro per la benzina (in lieve rialzo rispetto ai 2,245 euro di ieri) e 2,421 euro al litro per il gasolio (da 2,419 di ieri). Lo sconto in vigore sulle accise del diesel è attualmente pari (comprensivo dell'Iva) a 12,2 centesimi al litro, da domani e fino al 5 ottobre calerà a 6,1 centesimi.

Per approfondire: Caro carburanti, in vigore nuovo sconto su accise: come impatta sul prezzo del diesel

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