Le buone notizie arrivano in serata, prima dalla Sicilia e poi anche dalla Campania. E permettono di dare un senso alla percezione, sempre più forte con il passare delle ore, che dopo i tavoli con il Governo la protesta degli autotrasportatori del Sud fosse vicina ad una prima svolta. A uscire allo scoperto per primo è il Comitato trasportatori siciliani (Cts), che rappresenta la maggior parte della categoria nella regione: arriva da qui l’annuncio ufficiale della revoca della protesta dei camionisti contro il caro-carburanti, pur mantenendo lo stato di agitazione. Da oggi nell’isola si torna alla normalità almeno per chi aderisce a questa sigla. Gli altri, soprattutto i titolari delle aziende di trasporto più piccole, i cosiddetti “padroncini”, potrebbero non fare altrettanto. Lo si capirà stamane e non solo in Sicilia. Più tardi è la Campania a battere un colpo in direzione del disgelo. L’autotrasportatore Vincenzo Parisi, componente della delegazione che aveva incontrato a Milano Salvini e che, al termine della riunione, aveva annunciato la prosecuzione del blocco, ammorbidisce la posizione. «Gli autotrasportatori campani stanno discutendo», dice e poi aggiunge: «Al ministro Salvini abbiamo fatto le nostre proposte, come quella di un congelamento del pagamento di imposte e tributi per le aziende di autotrasporto, in modo da usare quella liquidità per il caro carburante. Aspettiamo il 27 (per quel giorno è già convocato un nuovo incontro con il Governo, ndr) per vedere se verranno accettate o se il Governo porterà altre soluzioni. È vero che c’è tanta gente che ha seri problemi ad andare avanti, spero però che le proteste si fermino per il bene del Paese, anche per arrivare al tavolo del 27 ottobre dimostrando la nostra buona fede nel non creare disagi».
LO SCENARIO
È un segnale chiaro che conferma come, tra voci e annunci ufficiali come quello siciliano, il fronte unitario della protesta si stesse almeno in parte incrinando. Difficile orientarsi tra le varie sigle che rappresentano la categoria ma il viceministro Edoardo Rixi, che aveva partecipato ai tavoli di confronto, si era già detto convinto che spiragli di ripristino dell’attività sarebbero potuti arrivare anche da altre regioni. Di sicuro il Governo, sottolinea la premier Giorgia Meloni, ha scelto anche in questo caso la strada del dialogo per trovare un’intesa: «Voglio distinguere con chiarezza - dice - chi commette violenze da chi manifesta pacificamente per chiedere risposte. Penso agli agricoltori, agli autotrasportatori, ai lavoratori di ex Ilva, alle tante comunità che stanno attraversando momenti difficili. Con loro il governo dialoga e lavora per trovare soluzioni. Ed è proprio su questa distinzione che chiedo chiarezza anche a tutte le forze politiche».
L’INTERVENTO
Ai tavoli di Milano Salvini mette in campo un miliardo per contrastare l’aumento dei costi della benzina e del gasolio. Per metà sono le risorse già garantite a maggio scorso, quando fu sottoscritto un accordo specifico con le sigle più rappresentative dell’autotrasporto ma da allora rimasto senza seguito. «Sbloccare un miliardo abbondante di risorse che per motivi burocratici erano e sono ancora bloccati, con i pagamenti che arrivano a 32mila aziende a partire da domani (oggi, ndr) e arriveranno entro novembre, e cercare altri 100-150 milioni di risorse aggiuntive sono una prima risposta», sottolinea Salvini. Che per il 27 ottobre, al secondo tavolo come detto già fissato, annuncia «la fase 2, verificheremo l’avvio dei pagamenti su cui ci siamo impegnati». Da qui il nuovo, pressante invito a sospendere la mobilitazione che arriva da tutta la maggioranza di Governo («Nessuno chiede di rinunciare alle proprie rivendicazioni o di considerare conclusa una trattativa che deve ancora produrre ulteriori risultati. Ma di fronte alle prime risposte concrete e alla disponibilità del Governo a proseguire il confronto, insistere su una paralisi che danneggia cittadini, lavoratori e imprese rischia di rendere tutto più difficile», dice nel pomeriggio il coordinatore campano della Lega Giampiero Zinzi).
Dall’opposizione però arrivano critiche e dubbi: «Il Governo – dice Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale della Campania - finora non ha fatto nulla, al di là delle chiacchiere, della propaganda e della retorica. Nessuna azione concreta per dare ossigeno alle categorie esauste, nessuna risposta seria per le famiglie e le imprese in difficoltà». De Luca ricorda che il Pd «le proposte le ha fatte, insieme alla Segretaria Schlein: un tetto normativo dinamico e temporaneo al prezzo del carburante, da attivare in caso di emergenza; il meccanismo delle accise mobili per redistribuire risorse alle categorie colpite e alle famiglie in difficoltà; la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche. Il Governo batta un colpo. È tempo di mettere in campo azioni concrete, non buone intenzioni. Ci sono persone, famiglie e aziende che non possono più aspettare».