Non bastano le promesse fatte dal governo per lo sblocco di oltre un miliardo di euro di aiuti. Tutto il Sud è ormai bloccato dallo sciopero degli autotrasportatori e le proteste continueranno in diverse Regioni fino al 27 ottobre. Il caos non riguarda tanto i blocchi lungo gli snodi autostradali, ma i disagi patiti dagli utenti: da giorni gli scaffali dei supermercati si svuotano e i distributori di carburante restano senza rifornimenti perché le autobotti non arrivano. La situazione è particolarmente critica in Calabria, Puglia e in Campania, dove la protesta non si ferma e continua a mettere in difficoltà le forniture.
Solo in serata, da Napoli, è arrivato un segnale di distensione: Vincenzo Parisi, rappresentante degli autotrasportatori campani, ha auspicato che le proteste si fermino per il bene del Paese, mentre la categoria discute la proposta di congelare il pagamento di imposte e tributi per far fronte al caro carburante. La decisione resta legata alle risposte del governo attese per il tavolo con il governo del 27. Diversi Comuni, a cominciare da Salerno, hanno chiuso temporaneamente le isole ecologiche per l'impossibilità di conferire i rifiuti. Dietro c'è un'intera filiera in difficoltà: agricoltori che non riescono a distribuire le merci e allevamenti a cui non arrivano i mangimi. Si sono fermati anche i pastifici Garofalo e Rummo in Campania, La Molisana a Campobasso e lo stabilimento Stellantis di Atessa, in Abruzzo.
Il tavolo
Ieri il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha incontrato a Milano prima le associazioni di categoria e poi alcuni autotrasportatori autonomi. Il governo punta a sbloccare oltre un miliardo di risorse già stanziate: 480 milioni per il credito d'imposta sul gasolio, saliti di 50 milioni dai 430 milioni iniziali, e 590 milioni per il rinnovo del parco mezzi. Secondo il viceministro Edoardo Rixi, i 480 milioni copriranno le domande presentate fino ad agosto. I primi pagamenti sarebbero partiti oggi e dovrebbero raggiungere circa 32mila imprese entro novembre. Per i consumi di settembre e ottobre sono previste ulteriori risorse, mentre il credito d'imposta dovrebbe essere rinnovato nel 2027. Il governo punta inoltre a reperire almeno altri 100-150 milioni di aiuti e a contenere l'aumento dei costi dei noli marittimi legato al sistema europeo Ets.
Salvini ha definito gli impegni «una prima risposta» e fissato per il 27 ottobre un nuovo incontro al ministero per verificare l'avvio dei pagamenti. Le associazioni di categoria hanno giudicato positivi gli annunci, assicurando che vigileranno sulla loro attuazione. Fedralog e altre rappresentanze hanno invece lamentato la mancanza di risposte concrete e di garanzie vincolanti, confermando la prosecuzione della mobilitazione. «È peggio del lockdown: da ieri abbiamo fermato gli stabilimenti perché abbiamo i magazzini pieni e non riusciamo a distribuire», spiega Antimo Caputo, ad delegato dei molini omonimi. «Uno stop forzato che sta bloccando solo il Mezzogiorno: da Caserta sino a tutto il Nord la situazione è tranquilla: le merci viaggiano tranquillamente, nei porti si carica e scarica, e gli scaffali dei supermercati sono pieni». Il blocco dei tir a Nola, sulla A30, interessa uno snodo fondamentale per le merci dirette dal Sud al resto del Paese. Dopo l'invito di Salvini a rimuovere i blocchi, il Comitato trasportatori siciliani ha revocato il fermo per dare un «segnale di apertura al Governo», mantenendo lo stato di agitazione. In Campania e Calabria il fermo proseguirà fino al 27 ottobre. In Puglia c'è stata una sospensione parziale e Coldiretti comunque teme la paralisi delle attività agricole. I presidi sono rimasti attivi a Nola, lungo l'A30 Caserta-Salerno, e sull'A1, nell'area degli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise, snodi strategici per la distribuzione delle merci.
Tra Napoli, Caserta e il Molise i supermercati hanno segnalato scaffali vuoti o rifornimenti ridotti, soprattutto di frutta, verdura e prodotti confezionati. In Abruzzo lo stabilimento Stellantis di Atessa ha risentito della mancata consegna di componenti. Gli agricoltori temono di perdere prodotti freschi impossibili da portare ai mercati, mentre i ritardi nella raccolta e nella consegna del latte preoccupano la filiera lattiero-casearia. Al Centro Agroalimentare di Roma sono diminuite le disponibilità di ortofrutta ed è aumentato il ricorso alle importazioni. I pomodori siciliani hanno superato i cinque euro al chilo e i ciliegini hanno raggiunto i 7,50 euro. I ritardi aumentano anche il rischio di deterioramento dei prodotti deperibili.
I disagi
A Napoli sono stati segnalati distributori senza carburante e code per il rifornimento. Le scorte sono diminuite anche a Ischia e Procida, dove si sono aggiunte difficoltà per gli alimenti freschi. La compagnia Caremar ha chiesto a Prefettura e Regione un piano d'emergenza per garantire il gasolio ai collegamenti marittimi ed evitare la sospensione delle corse annunciata da giovedì mattina. Nel Lazio, a Formia, i presidi sulla Variante Appia e i rallentamenti sulla strada regionale 630 Ausonia hanno provocato code e ritardi nelle consegne verso Roma. In Calabria sono stati organizzati presidi tra il porto di Gioia Tauro, l'aeroporto di Lamezia Terme e gli svincoli dell'A2; in Campania è stato bloccato anche un varco del porto di Napoli. La Prefettura di Napoli ha predisposto un piano per garantire la continuità delle forniture di beni di prima necessità, a partire dai farmaci destinati a farmacie e ospedali, con attenzione anche a carburanti e prodotti deperibili.
È stato attivato un servizio permanente per raccogliere le segnalazioni delle imprese e coordinare gli interventi in caso di interruzioni stradali. Preoccupazioni anche per farmaci e vaccini. L'Associazione distributori farmaceutici ha assicurato che le forniture a farmacie e cittadini proseguivano regolarmente, ma ha avvertito che il protrarsi delle difficoltà logistiche potrebbe rallentare le consegne.
© RIPRODUZIONE RISERVATA