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16 ott 2026 - 11:32
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Sono iniziate il 13 ottobre le proteste degli studenti davanti al ministero dell'Educazione a Tirana. Le manifestazioni si sono presto trasformate in violenti scontri con la polizia: il caos è dilagato anche in altre città albanesi come Durazzo e Scutari, dove alcuni agenti sono stati feriti dal lancio di sassi da parte dei manifestanti. Le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti. Decine di arresti
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SCONTRI IN ALBANIA
- Quarta giornata di tensioni in Albania. Una protesta di studenti e cittadini iniziata il 13 ottobre davanti al ministero dell'Educazione a Tirana si è trasformata in violenti scontri con la polizia.
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CONTRO IL GOVERNO
- I manifestanti, in larga parte giovani e studenti, hanno alzato la voce contro il governo del primo ministro Edi Rama. Non si tratta però soltanto di una protesta studentesca ma di un più ampio malcontento contro la corruzione, il costo della vita e la gestione del Paese.
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LANCIO DI SASSI E LACRIMOGENI
- In breve tempo le proteste sono sfociate in violenze. Manifestanti incappucciati e mascherati hanno lanciato a più riprese sassi contro le forze dell'ordine che hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Alcuni manifestanti sono stati fermati.
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UE CONDANNA ESCALATION
- La delegazione dell'Unione europea a Tirana "condanna fermamente l'escalation degli atti di violenza durante la protesta e la distruzione delle proprietà pubbliche e private". In una dichiarazione sui social media viene sottolineato che "in una democrazia non c'è posto per la violenza", appellando al "dialogo costruttivo tra tutte le parti, come l'unica via per indirizzare le legittime preoccupazioni".
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NON SOLO A TIRANA
- Alle proteste partite da Tirana si sono presto aggiunte anche altre città. Le manifestazioni divampano anche in altre 5 città dell'Albania, da nord a Sud, dove in molti casi le lezioni nelle università e scuole medie superiori sono state boicottate. Segnalati scontri e assalti alle sedi dei municipi ed altri edifici pubblici.
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DISTRUTTI NEGOZI
- Dalla zona del ministero dell'Educazione a Tirana, gli scontri si sono spostati in varie aree del centro, assaltando e distruggendo negozi. Sotto attacco anche gli edifici pubblici.
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CAOS A DURAZZO E SCUTARI
- A Durazzo, a circa 40 chilometri a sud di Tirana, e a Scutari, nel nord del paese, sono stati feriti alcuni agenti a causa del lancio di sassi da parte dei manifestanti. Numerosa la presenza di adolescenti con il volto coperto.
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APPELLO DELLA MINISTRA DELL'EDUCAZIONE
- La ministra dell'Educazione Mirela Kumbaro, ha rivolto appelli pubblici ai genitori: "Non permettete che i vostri figli vengano esposti alla violenza e a situazioni che mettono a rischio la vita e la loro salute".
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POLIZIA: "INTERFERENZE IN SCONTRI"
- Secondo la polizia ci sarebbero sospetti su casi di utilizzo dei minori "sulla prima linea degli scontri, a fini ben premeditati". Come ha affermato il direttore generale della polizia albanese Skender Hita, “dietro i volti travisati che guidano la protesta, con l'esempio della violenza, non sono gli studenti, ma individui reclutati per scopi oscuri da veri organizzatori, dentro e all'estero".
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POLIZIA: "POCHI STUDENTI TRA ARRESTATI"
- Secondo Hita, delle decine di persone fermate durante i violenti scontri degli ultimi tre giorni, solo pochi sarebbero stati studenti. "Chi pensa di poter imporre la propria volontà tramite la violenza, non deve credere che la nostra pazienza sia un segno di debolezza", ha sottolineato il direttore generale della polizia albanese.
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