Darmian 6 Non doveva giocare, invece la gioca tutta: col passare dei minuti si scrolla di dosso la polvere degli ultimi mesi. Con il vestito dell’esperienza, in gare così, quelli come lui fanno sempre una buona figura.
Casale 6 Altra sorpresa nella distinta: risorge dalla sosta con una maglia da titolare, che Casalone ripaga con la moneta della sostanza. Certo, dall’altra parte c’era Esteban, non certo Harry Kane: ma per tornare a sentirsi un giocatore vero può bastare.
Heggem 6 Braccetto di sinistra, deve andare alto su Coulibaly e questo gli costa un grosso dispendio d’energie e anche un’ammonizione: viene tolto al 10’ della ripresa proprio per scongiurare la seconda.
Zortea 5,5 Domenica molto stressante la sua, con Fatah che gli scappa via (quasi) ogni volta. La provvidenziale chiusura su Coulibaly in pieno recupero lo riabilita un po’. Ma, caro Nadir, serve molto di più.
Ferguson 6,5 La sosta, questa sconosciuta. Dopo una full immersion con la sua Scozia, si ritrova a battagliare nel fango del via del Mare. Figuriamoci se quelli come lui si tirano indietro.
Pobega 6 Corsa e interdizione come se non ci fosse un domani. Ma scarseggia in geometrie e costruzione.
Miranda 6 Dal suo lato, il Lecce fa meno lo sbarazzino. Juan tiene ben confinato Perotti e si fa segnalare per una grande diagonale sul taglio di Esteban.
Orsolini 7 Attinge dalla riserva personale con un gol delle migliori annate: una mezza rovesciata che rievoca quella all’Inter di due stagioni fa. Rispetto al solito, viene molto più a giocare nella zona del numero 10, ispirando l’azione del 2-1. Si fa di nuovo male. Delicato come un cristallo.
Piccoli 6 Nel suo vecchio stadio si esibisce in un’ora di lotta pura con Siebert. Preziosissimo nell’accompagnare la manovra offensiva, difetta un po’ di consistenza nell’attaccare la porta.
Helland 6 Prende il posto di Heggem nel momento in cui il vento del Lecce soffia fortissimo: senza badare alla forma, riesce a metterci una toppa.
El Azzouzi 5 Entra con il Bologna in affanno e lui porta altra confusione. Nel finale, immancabile, il giallo per entrataccia.
Enem 7,5 Quando al 62’ rileva Piccoli, tutti ci domandiamo: perché non Dovbyk? La risposta è quella del gol: e non ammette repliche. Personalità, lampi e qualche peccato. Dopo Van Hooijdonk e Dallinga, meglio andarci cauti con gli olandesi: ma si intravede del buono.
Bernardeschi sv Dieci minuti finali cercando di tenere il pallone e far scorrere l’orologio.
Alhassane sv Giusto il tempo di una sgroppata.
Palladino 6,5 Contava solo vincere e lui ci riesce passando attraverso alcune scelte impopolari: Darmian e Casale titolari, Enem e non Dovbyk per sostituire Piccoli. Era una di quelle partite sporche che si portano a casa più con l’anima che con la tattica: il Bologna ha dimostrato di seguire già il suo allenatore.
Voto squadra 6,5
Gianmarco Marchini
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