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PwC: Italia in ritardo sull’elettrico, target 2035 al 2042

October 1, 2026

Milano, 1 ott. (askanews) – Auto elettriche ancora ferme all’8% del mercato italiano contro il 21% della media Ue, ma prezzi in forte discesa, autonomia in aumento e una domanda potenziale che resta elevata. Sullo sfondo rimane il ritardo delle infrastrutture di ricarica, mentre cresce l’interesse degli italiani per guida autonoma e robotaxi. È il quadro della settima edizione dello studio eReadiness 2026 di PwC Strategy&, condotto attraverso circa 19 mila interviste in 31 Paesi.

Nel primo semestre le immatricolazioni Bev in Italia sono risultate inferiori del 45% rispetto alle previsioni formulate nel 2021. Proseguendo con l’attuale traiettoria, secondo PwC, il Paese raggiungerebbe con sei anni di ritardo l’obiettivo di riduzione del 55% delle emissioni fissato per il 2030, mentre il traguardo delle zero emissioni previsto per il 2035 slitterebbe al 2042.

La domanda potenziale appare però più dinamica: il 59% degli intervistati dichiara che acquisterebbe un’elettrica nei prossimi cinque anni e il 39% entro due. A spingere verso le Bev sono soprattutto il minor costo di percorrenza, indicato dal 65%, e la possibilità di ricaricare a casa, citata dal 46%. Gli scettici restano il 34% del campione.

Cambiano intanto due dei principali fattori che hanno frenato la domanda. Nel segmento delle utilitarie A e B, circa il 60% del mercato italiano, PwC rileva per la prima volta una convergenza tra il costo di acquisto delle Bev e quello delle vetture a combustione. Tra il 2023 e il 2026 il prezzo medio dei dieci principali modelli elettrici considerati è diminuito del 28%, mentre quello delle corrispondenti auto termiche è aumentato di circa l’8%. L’autonomia Wltp dei nuovi modelli elettrici è inoltre cresciuta dell’11%.

“Il miglioramento sostanziale su prezzo e autonomia delle vetture elettriche è un segnale importante, perché agisce esattamente sulle due leve che per anni hanno frenato la domanda di massa nel segmento delle utilitarie”, sottolinea Francesco Papi, partner PwC Strategy& e Automotive Leader.

Resta invece il ritardo nelle infrastrutture. L’Italia è ultima tra i cinque maggiori mercati europei sia per quota di colonnine oltre 150 kW, l’8% contro una media del 12%, sia per rapporto tra punti di ricarica e parco circolante, 2 ogni mille veicoli contro 3,5. Il 65% dei possessori di elettriche ricarica principalmente a casa o in ufficio e l’indice di gradimento della ricarica pubblica è sceso a 51 punti dai 60 del 2025.

Il divario è anche territoriale: al Sud ci sono 1,3 punti di ricarica ogni mille veicoli circolanti contro 2,6 al Nord. Tra chi possiede già un’elettrica, comunque, l’87% si dichiara soddisfatto della vettura e il 91% sceglierebbe nuovamente una Bev come prossima auto.

Lo studio rileva infine una forte apertura verso la mobilità autonoma: il 75% degli italiani intervistati proverebbe un veicolo autonomo e il 44% utilizzerebbe un robotaxi per brevi spostamenti urbani. Il 46% sarebbe disposto a pagarlo più di un taxi tradizionale.