Il debutto dell'intelligenza artificiale di Meta ha prodotto un effetto collaterale piuttosto curioso. Il nuovo agente AI dell'azienda di Mark Zuckerberg, infatti, si chiama Muse, lo stesso nome utilizzato da oltre trent'anni dalla band britannica guidata da Matt Bellamy. La coincidenza sarebbe già sufficiente per attirare l'attenzione, ma c'è un dettaglio che ha reso la vicenda ancora più particolare: il gruppo ha cambiato i propri nomi utente sui social proprio mentre Meta lanciava il nuovo prodotto.
La band Muse perde i suoi account storici
Per anni il gruppo musicale ha utilizzato il semplice nome @Muse sulle piattaforme di Meta. Ora, però, gli account social ufficiali sono associati a denominazioni più lunghe, come @Museband. Anche su X il riferimento alla band è stato modificato. Il risultato è una situazione insolita: cercando il nome Muse sui social, il nuovo protagonista della conversazione non è necessariamente il gruppo che lo utilizza da decenni, ma l'assistente artificiale appena arrivato sul mercato.
Viene da chiedersi, ma Zuckerberg ha davvero sottratto il nome Muse? Al momento non ci sono elementi sufficienti per affermare che Meta abbia costretto la band a cedere i propri account in quanto la sola modifica dei nomi utente non dimostra - da sola - che ci sia stato un intervento diretto dell'azienda. La tempistica, tuttavia, è abbastanza curiosa da aver generato rapidamente ironia e retropensieri.
Come funzionerà Muse
Dietro la scelta del nome c'è un progetto molto più ambizioso di un semplice chatbot. Muse è pensato come un agente AI capace di svolgere attività per conto dell'utente, dalla gestione degli appuntamenti alla pianificazione, fino agli acquisti e ad altre operazioni online. Meta vuole quindi trasformare l'intelligenza artificiale in uno strumento che non si limita a rispondere, ma prende iniziative e porta a termine compiti.
Gli imperdibili per l'uomo
Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing e ha un Master in Radio, Tv e Web Content. Ha collaborato con diverse redazioni giornalistiche e radio tra Milano e Roma occupandosi di politica, economia e attualità.

