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Raggiro Anziani detective fanno arrestare truffatore

August 2, 2026

Morro d’Alba, il complice scappa a piedi nudi per i campi. In manette un 39enne dopo una colluttazione con i carabinieri che si erano appostati per incastrarli.

Truffa telefonica fallita

Truffa telefonica fallita

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Questa volta la truffa del finto maresciallo non è andata a buon fine. A Morro d’Alba una coppia di anziani è riuscita a sventare il raggiro e, invece di consegnare i propri gioielli, è andata dai carabinieri. Uno dei due truffatori, un trentanovenne tunisino residente a Caserta, è stato arrestato in flagranza, mentre il complice è riuscito a fuggire a piedi nudi per i campi.

Tutto è cominciato con una telefonata all’abitazione dei due coniugi. Una voce, qualificatasi come maresciallo dei carabinieri, ha annunciato che i gioielli custoditi in casa dovevano essere "requisiti": serviva verificare, in tribunale, che non provenissero da un vecchio furto. Di lì a poco, ha aggiunto, sarebbe passato un incaricato della caserma a ritirarli. Con una raccomandazione precisa: la linea telefonica doveva restare occupata, sempre, perciò le vittime non avrebbero mai dovuto riattaccare.

È il cuore di questo tipo di raggiro: con il telefono perennemente occupato, le vittime non possono né chiamare né essere raggiunte da figli, nipoti o da chiunque possa insospettirsi. Ed è stato proprio quell’ordine anomalo a insospettire i due anziani, che sono saliti in macchina e sono andati in caserma a chiedere ai carabinieri, quelli veri, perché mai non potessero riattaccare.

Ai militari è bastato poco per capire che in quel momento era in corso la truffa: hanno così raggiunto l’abitazione della coppia e si sono appostati all’interno, in silenzio, in attesa dell’incaricato annunciato al telefono. L’attesa è durata poco. Quando l’uomo ha bussato alla porta non si è trovato davanti due pensionati spaventati, ma una pattuglia di carabinieri. Bloccato immediatamente sull’uscio, non ha avuto neanche il tempo di riprendersi dalla sorpresa.

Il complice, venticinque anni, al volante dell’auto parcheggiata in attesa, ha tentato di scappare mettendo in moto. Ma un maresciallo si è lanciato dentro l’abitacolo e ha sfilato le chiavi dal mezzo. Il venticinquenne, di corporatura robusta e atletica, ha reagito e ne è nata una violenta colluttazione. Il militare ha contenuto gli assalti finché il malvivente, ormai senza via d’uscita, ha abbandonato il compagno e si è dileguato scalzo tra i campi.

I gioielli non sono mai usciti dalla casa dei due coniugi. Il trentanovenne, incensurato, ieri mattina è stato giudicato per direttissima al tribunale di Ancona. Difeso d’ufficio dall’avvocato Rebecca Pistola, ha patteggiato un anno e due mesi di reclusione, pena sospesa, con il divieto di fare ritorno nella provincia di Ancona. Le ricerche del complice invece proseguono.

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