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Raul Castro, mandato d'arresto per l'ex presidente di Cuba: «Ordinò di uccidere quattro persone». Cosa accadde 30 anni fa

October 19, 2026

Un mandato d'arresto contro Raul Castro, ex presidente di Cuba, per un episodio avvenuto quasi trent'anni fa. La procura generale della Florida accusa l'ex leader cubano di cospirazione per omicidio di primo grado in relazione all'abbattimento di due aerei civili americani, avvenuto il 24 febbraio 1996 sopra le acque internazionali. Nell'attacco morirono quattro persone. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato proprio Castro a dare il via libera all'operazione militare.

Ad annunciare il provvedimento è stato il procuratore generale della Florida, James Uthmeier, durante una conferenza stampa. «Raúl Castro ha ordinato l'omicidio a sangue freddo di quattro cittadini della Florida», ha dichiarato, assicurando che le autorità continueranno a cercare giustizia per le vittime. Le accuse riguardano la morte di Carlos Costa, Pablo Morales, Mario de la Peña e Armando Alejandre Jr., che viaggiavano a bordo di due velivoli dell'organizzazione umanitaria Brothers to the Rescue, impegnata nel soccorso dei profughi cubani in mare.

Cosa accadde il 24 febbraio 1996

Quel giorno tre piccoli aerei Cessna disarmati decollarono dall'aeroporto di Opa-Locka, vicino Miami. Durante il volo, due dei velivoli furono intercettati e abbattuti da caccia MiG cubani con missili aria-aria. Secondo la ricostruzione contenuta nel mandato, gli aerei si trovavano sopra acque internazionali, fuori dal territorio cubano, e stavano già volando in direzione opposta all'isola. Nonostante fossero in contatto con il controllo del traffico aereo dell'Avana, non avrebbero ricevuto alcun avvertimento prima dell'attacco.

Le accuse e il ruolo delle spie cubane

Per gli investigatori, Raúl Castro, all'epoca ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie e primo vicepresidente di Cuba, avrebbe avuto un ruolo determinante nella decisione di abbattere i velivoli. Secondo la dichiarazione giurata citata dalle autorità americane, Castro avrebbe impartito un ordine preciso ai vertici militari: «Va bene, abbatteteli in mare quando si presentano, e chi ha l'autorità non deve consultare nessuno». Nell'inchiesta compare anche una rete di agenti segreti cubani, conosciuta come Wasp Network, attiva nell'area di Miami.

Le spie si sarebbero infiltrate nell'organizzazione Brothers to the Rescue, trasmettendo all'Avana informazioni sui voli e contribuendo alla preparazione dell'operazione militare denominata Operación Escorpión.

Cosa succede ora

Il mandato d'arresto riapre sul piano giudiziario una vicenda che da trent'anni coinvolge le famiglie delle vittime e la comunità cubano-americana della Florida. Il procuratore federale Jason A. Reding Quiñones ha assicurato che, sotto l'amministrazione Trump, le autorità intendono valutare tutte le strade legali disponibili, compresa la possibilità di procedimenti paralleli a livello statale e federale. Anche lo sceriffo di Miami-Dade, Rosie Cordero-Stutz, ha definito il provvedimento un passo storico nella ricerca di giustizia. Resta ora da capire quali conseguenze concrete potrà avere il mandato nei confronti dell'ex presidente cubano.


Ultimo aggiornamento: lunedì 19 ottobre 2026, 18:59

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