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Reijnders: «In Arabia per soldi, non voglio più lavorare. Così sistemo la mia famiglia per generazioni»

September 23, 2026

Se in primo momento aveva descritto il suo approdo nel campionato saudita come una scelta stimolata dalle ambizioni sportive del club, ora l’ex centrocampista del Milan ridisegna il quadro dei fatti

Reijnders: «In Arabia per soldi, non voglio più lavorare. Così sistemo la mia famiglia per generazioni»

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mercoledì 23 settembre 2026, 08:49 - Ultimo aggiornamento: 14:44

Al momento di salutare la Premier League per sposare la causa dell’Al Qadsiah, Tijjani Reijnders aveva descritto il suo approdo nel campionato saudita come una scelta stimolata dalle ambizioni sportive del club. Oggi, durante il raduno con la Nazionale olandese per gli impegni di Nations League, l’ex centrocampista del Milan ridisegna il quadro dei fatti e attribuisce il peso determinante del passaggio a una motivazione molto più materiale: il denaro. Ai microfoni di SBS6, il 28enne ha chiarito la natura della trattativa con estrema trasparenza: «Certo che il denaro ha avuto un ruolo. Dopo la mia carriera non voglio più lavorare. Non avrei dovuto farlo nemmeno dopo il City, ma ora posso aiutare anche le prossime generazioni della mia famiglia».

La spiegazione

Certo di non svelare alcun mistero, l’atleta ha aggiunto: «Non devo mentire su questo. Penso che la maggior parte delle persone lo avesse già immaginato. Se i miei nipoti possono viverci, perché non dovrei farlo?». La portata dell’affare trova riscontro nei numeri: 61 milioni di euro incassati dal Manchester City per il cartellino e una stima dei guadagni del giocatore che la stampa olandese fissa sopra i 100 milioni di euro complessivi. Accanto all’aspetto economico figurano ragioni tattiche. In Inghilterra Reijnders faticava a trovare spazio nella posizione a lui più congeniale e la sensazione che con l’avvento di Enzo Maresca la gestione della rosa non sarebbe cambiata lo ha spinto a guardarsi intorno.

Il prezzo fissato dagli inglesi ha però frenato le pretendenti europee – in primis l’Atletico Madrid –, spianando la strada all’Al Qadsiah. L’olandese non ritiene che l’avventura in Arabia Saudita segni la fine della sua carriera ai massimi livelli, spalancando la porta a un possibile ritorno nel Vecchio Continente.

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