Berna.
19 agosto 2026 alle 00:47
Berlino. Faduma, la 22enne somala che il governo di Friedrich Merz vorrebbe rimandare in Italia, per ora resta in Germania: una comunità ecclesiastica evangelica di Norimberga le ha offerto asilo e protezione «fino alla scadenza della procedura di espulsione», sfruttando un accordo con gli organi statali firmato nel 2015. Intanto per l’Italia, impegnata in una difficile trattativa dietro le quinte con Berlino e in un braccio di ferro con Madrid su Schengen, si apre un altro fronte, quello con la Svizzera. Berna è pronta a rimandare indietro i cosiddetti dublinanti e, dopo quasi quattro anni di blocco, annuncia che riprenderà i trasferimenti verso la Penisola. «I primi voli sono stati prenotati», ha confermato alla tv svizzera tedesca Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), spiegando che l’operazione partirà dalla fine di agosto e che al momento si tratta soltanto di casi isolati. I primi rimpatri interessano i richiedenti asilo arrivati dal nostro Paese dopo il 12 giugno, ha spiegato Baker, sottolineando di non aver comunque concluso con l’Italia alcun accordo che escluda dal rimpatrio i richiedenti asilo arrivati prima di questa data. È questo il nodo, invece, al tavolo del negoziato fra Roma e Berlino. Alla luce del caso di Faduma, arrivata in Germania a fine marzo, colpita da una procedura di espulsione che dovrebbe scattare all’alba di oggi, il Viminale aveva fatto sapere che non accoglierà alcun migrante, ritenendo azzerato il conto degli ingressi che precedono il 12 giugno. I portavoce del governo Merz fanno muro negando ogni risposta, con l’intento di non aprire uno scontro pubblico con l’esecutivo Meloni. In Italia intanto esplodono le polemiche. Secondo Osvaldo Napoli, di Azione, la sospensione di Schengen dopo Ceuta «voleva essere una dimostrazione di forza con la Spagna, e invece torna indietro come un boomerang e l’Italia si ritrova esattamente dove era un anno fa, con Germania e Svizzera che si apprestano a restituirci i cosiddetti dublinanti». Duro anche il dem Francesco Boccia: Meloni «ha trasformato una crisi alla frontiera esterna dell’Europa in una crisi interna», esponendo Roma alle ritorsioni.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

