Elephants

Retroscena Gattuso, quella frase su Fabiani: “Non è corretto dirlo”. Cosa è successo dopo Lazio-Milan

September 13, 2026

Tensione dopo il pari dell'Olimpico con il tecnico biancoceleste che ha replicato (con eleganza ma anche con fermezza) alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal direttore sportivo

LazioLazio Tutte le notizie sulla squadra

ROMA - È sorridente Gattuso, perché un punto contro il Milan, al termine delle «due partite in una» che si sono viste ieri all’Olimpico, è da bicchiere mezzo pieno. L’allenatore della Lazio, però, guardando tutti dall’alto del primo posto in classifica almeno per una notte, ha voluto chiarire un aspetto importante: «Non è una polemica e non dico se sono d’accordo o meno. Ma abbiamo già abbastanza pressioni addosso. Giocare nelle condizioni in cui stiamo giocando non è facile. Secondo me non è corretto che il direttore (Fabiani) dica che l’obiettivo minimo è l’Europa».

Gattuso 'replica' a Fabiani dopo Lazio-Milan

Con educazione e onestà intellettuale, Gattuso ha risposto alle parole del direttore sportivo Fabiani, che nei giorni scorsi aveva dichiarato che «l’obiettivo minimo è quello di riportare la Lazio in Europa»: «Non voglio scappare dalle responsabilità, perché quando uno allena la Lazio è normale che pensa sempre di fare cose importanti. Ma noi dobbiamo pensare di partita in partita, l’obiettivo nostro deve essere questo, poi alla fine tireremo le somme. Dire che l’Europa è l’obiettivo minimo non è verità e non dobbiamo prenderci in giro. La penso così e difficilmente cambio idea, perché è una pressione inutile che in questo momento non ci possiamo permettere». Non una polemica, semplicemente una richiesta di essere realistici e tenere in considerazione tutto, non solo la fotografia attuale della classifica. Anche ieri la Lazio ha dovuto giocare in un Olimpico “versione San Siro”, con circa diecimila milanisti sui 21.373 presenti totali. Almeno, però, ha potuto assaporare la carica dei suoi tifosi con il corteo di scooter che ha accompagnato il pullman fino allo stadio: «L’atteggiamento iniziale dei miei ragazzi è merito loro, glielo ho detto questo prima della partita. Mi sono emozionato anche io. Ma senza tifosi non è calcio. Noi dobbiamo solo continuare su questa strada, quella del lavoro e della serietà, poi vedremo cosa succederà».

Il tecnico e la mentalità della sua Lazio

Deve solo proseguire nel percorso che l’ha portato a mettere insieme dieci punti nelle prime partite e a imporre il proprio gioco contro il Milan, anche se solo nel primo tempo: «Sappiamo bene che giocare come vogliamo per novanta-novantacinque minuti è dura. Ci siamo abbassati già dai primi minuti del secondo tempo, siamo andati sui riferimenti anziché giocare di reparto. Poi ci sono i meriti degli avversari, che tra l’altro hanno fatto due eurogol. Però secondo me siamo stati bravi a non prendere l’imbarcata, perché subendo due gol in due minuti la sensazione era che potessimo prendere il terzo e il quarto. Invece non abbiamo mollato e la cosa che mi fa piacere è vedere i ragazzi tristi nello spogliatoio. Sappiamo che nel secondo tempo li abbiamo subito, ma sono soddisfatto. Ho visto una squadra viva. Questo è un gruppo con dei valori». Quelli che sta provando a trasferire dal primo giorno del suo arrivo: «Il Milan e il Napoli hanno vinto lo Scudetto dopo che me ne sono andato. Non è un caso. Ho sempre puntato tanto sulla disciplina e sulla cultura del lavoro. Penso che i giocatori mi riconoscano questa mentalità».