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- Riccardo Branchini, riprese le ricerche: sommozzatori al lavoro nel fiume
A quasi due anni dalla scomparsa, si torna a cercare il 19enne di Acqualagna del quale non si hanno più notizie dall’ottobre 2024

Riccardo Branchini, scomparso nel 2024, con la madre Federica

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Pesaro, 11 settembre 2026 – A quasi due anni dalla scomparsa, sono riprese oggi, venerdì 11 settembre, le ricerche di Riccardo Branchini, il 19enne di Acqualagna del quale non si hanno più notizie dall’ottobre 2024. Due squadre di sommozzatori specializzati, incaricati direttamente dalla famiglia, hanno iniziato a scandagliare il primo tratto del fiume Candigliano, nell’area dell’invaso del Furlo, dove è stata ritrovata la sua auto, con all’interno i suoi effetti personali.
La prima giornata di ricerche
La prima giornata di ricerche non avrebbe dato i riscontri attesi dai familiari del giovane, che da due anni cercano una risposta a quella scomparsa: i sub toneranno a immergersi.
La mamma di Riccardo ha più volte chiesto, inutilmente, che le ricerche fossero condotte all’interno dell’invaso, dopo averlo svuotato e sfangato. Le tracce del giovane si erano perse nella notte tra il 12 e il 13 ottobre di due anni fa: aveva incontrato alcuni amici, per poi rientrare a casa e allontanarsi nuovamente. A maggio, la procura di Pesaro ha chiesto l’archiviazione dell’indagine per istigazione al suicidio, aperta dopo la scomparsa del giovane.
La scomparsa
Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2024, il 19enne di Acqualagna sparisce attorno alla gola del Furlo. Da allora non c’è un corpo né una prova certa di fuga. C’è solo una lunga fila di dettagli e nessuno di questi è univoco. Il primo dettaglio è l’auto. Riccardo durante la giornata indossa una felpa rossa. Prima di uscire si cambia e mette una felpa bianca. Quella felpa viene poi trovata in macchina, insieme ai jeans e a una maglietta verde. I vestiti sono sul sedile posteriore, ma non piegati. Non c’è l’ordine assoluto che spesso gli investigatori notano nelle scene di chi compie un gesto estremo. Però la cintura sì: quella è riposta con cura, arrotolata. E le scarpe sono sistemate bene.
La battaglia dalla mamma
La madre continua a lottare per ottenere lo svuotamento della diga del Furlo per cercare il corpo del figlio, un’operazione finora bloccata o rallentata questioni ambientali, alimentando il dolore della famiglia in attesa di risposte.
Il caso Branchini ha avuto ampio rilievo anche sulle reti televisive nazionali, con servizi che sono andati in onda anche nella trasmissione ‘Chi l’ha visto’. Da oggi, come detto, le nuove ricerche con i sommozzatori per cercare di venire a capo di un dramma che tiene tutti da molto tempo con il fiato sospeso.
red. cro.
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