Era ricercato in tutto il mondo per 16 reati, tra cui diversi episodi di violenza sessuale anche ai danni di...

L’arresto del latitante è stato eseguito nei giorni scorsi dai carabinieri della compagnia di Riccione

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Era ricercato in tutto il mondo per 16 reati, tra cui diversi episodi di violenza sessuale anche ai danni di minori e produzione di materiale pedopornografico. Le autorità britanniche gli davano la caccia e sulle sue tracce si era mossa anche Interpol. La fuga di un 21enne iraniano è terminata a Riccione, dove è stato rintracciato e arrestato dai carabinieri.
Il giovane era destinatario di un provvedimento di arresto provvisorio ai fini dell’estradizione emesso dalle autorità del Regno Unito. La segnalazione della possibile presenza del ricercato in Riviera era arrivata dallo Scip, il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, struttura interforze della Direzione centrale della polizia criminale che gestisce lo scambio di informazioni con le autorità di altri Paesi. Ricevute le indicazioni, i carabinieri della compagnia di Riccione hanno fatto partire le ricerche.
La svolta è arrivata nel pomeriggio di venerdì, quando i militari sono riusciti a individuare il sospettato e a fermarlo per un controllo. A prima vista, però, i conti non tornavano. Il 21enne ha mostrato documenti con generalità irachene, le stesse utilizzate per presentare una domanda di protezione internazionale e ottenere un permesso di soggiorno. Sono quindi scattati accertamenti più approfonditi. Attraverso il fotosegnalamento, i carabinieri sono riusciti a risalire alla sua vera identità: non si trattava di un cittadino iracheno, ma dell’iraniano ricercato a livello internazionale.
Completata l’identificazione, è stato eseguito il provvedimento di arresto provvisorio in vista dell’estradizione. Pesantissimo il quadro delle accuse formulate dalla giustizia britannica. Nell’elenco figurano plurimi episodi di violenza sessuale, anche nei confronti di minorenni e produzione di materiale pedopornografico. Il pubblico ministero della Procura generale presso la Corte d’Appello di Bologna ha chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della custodia cautelare in carcere. Richieste che il giudice ha accolto integralmente durante l’udienza di convalida.
© Riproduzione riservata