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Rider vessati, sfruttati e umiliati: ora le loro storie finiscono davanti all’Antitrust: “Ecco cosa dobbiamo subire”. L’ipotesi della class action

July 13, 2026
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Rider vessati, sfruttati e umiliati: ora le loro storie finiscono davanti all’Antitrust: “Ecco cosa dobbiamo subire”. L’ipotesi della class action

Le aggressioni dei clienti, l’equivoco delle consegne ai piani. Piattaforme nel mirino per la discrepanza tra comunicazioni e realtà quotidiana

L’ultima assemblea dei rider davanti alla stazione Centrale di Milano

L’ultima assemblea dei rider davanti alla stazione Centrale di Milano

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Milano, 13 luglio 2026 – Un rider racconta che “nel contratto non è prevista la salita ai piani, io personalmente sono stato aggredito da un cliente”. E poi carenze nell’igiene come “zaini sporchi, con scarpe e attrezzi all’interno” e anche “la totale indifferenza nella lotta al caporalato”. È una delle testimonianze raccolte da Federconsumatori Milano e sottoposte all’Antitrust, nell’ambito dell’istruttoria aperta nel maggio scorso su “possibili condotte illecite nell’attività relativa all’offerta di servizi di consegna a domicilio” da parte di Glovo e Deliveroo. 

Un rider di Glovo al lavoro con temperature canicolari

Un rider di Glovo al lavoro con temperature canicolari

Nel mirino 

Società che, secondo le accuse dell’organo che tutela la libera concorrenza, avrebbero comunicato ai clienti “informazioni ingannevoli” riguardo al loro impegno etico e alla loro responsabilità sociale verso i rider, con una discrepanza tra le parola e la realtà. L’associazione di consumatori legata alla Cgil, che potrebbe essere audita prossimamente, è stata ammessa dall’Antitrust nel procedimento in corso, come rappresentante degli interessi dei clienti delle piattaforme. 

La class action 

“Noi vogliamo che le aziende, prima di tutto, si siedano ai tavoli con le associazioni di consumatori – spiega Carmelo Benenti, presidente di Federconsumatori Milano – e preparino le carte dei servizi in maniera paritetica. Riteniamo che oggi ci debba essere un modo sostenibile di fare impresa e che i consumatori debbano avere una piena consapevolezza di come le aziende si rapportano con i lavoratori”. Un percorso che, in caso di sanzioni, potrebbe portare a una class action per chiedere di condannare a risarcire i danni le due piattaforme che sul fronte penale sono anche al centro di un’indagine per caporalato coordinata dal pm Paolo Storari. 

"Non siamo felici” 

Inchiesta che ha portato al provvedimento del controllo giudiziario, per paghe ritenute sotto la soglia di povertà, seguito da un dialogo in corso. Tornando all’Antitrust, tra le informazioni ritenute ingannevoli ci sono anche quelle sulla consegna ai piani, che ogni giorno crea equivoci con i clienti. “Non siamo tenuti a salire al piano – racconta uno dei rider ascoltati da Federconsumatori – ma all’inizio ci consigliavano di salire perché faceva comodo ai clienti: la paga è peggiorata, con proposte di consegna lontanissime e pagate male, e hanno assunto una marea di rider che poi vedi con gli zaini sporchi”.

“Abbiamo dovuto rateizzare le tasse fino al 2031 – riferisce un altro cliclofattorino, inquadrato come gli altri a partita Iva – e visto che le condizioni di lavoro peggiorano ogni giorno non riusciamo più a pagarle. I nostri Cud sono al limite della povertà”. Un altro riassume in poche righe il problema: “Abbiamo paghe bassissime con costi elevati, non siamo felici”.

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