Introduzione
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a tre decreti legislativi che vanno a inserirsi nella riforma del Fisco voluta dal governo Meloni. Si tratta di norme che vanno a impattare su diversi temi, dai carichi familiari al concordato preventivo biennale fino alla regolamentazioni dei fringe benefit. Secondo il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, l’approvazione di questi decreti rappresenta un traguardo che viene definito “storico". Ecco quali sono le novità in arrivo.
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Quello che devi sapere
L’intervento sui carichi familiari
In primo luogo, per quanto riguarda la famiglia i decreti prevedono l'aggiustamento la revisione dell'Irpef in materia di carichi familiari: questa viene introdotta dall'articolo 1 dello schema di decreto legislativo, che mira a riordinare le detrazioni e a risolvere alcune criticità normative emerse, con particolare attenzione alla composizione del nucleo familiare e alla presenza di persone con disabilità. L'intervento del governo arriva in attuazione della delega fiscale, che prevede la graduale riduzione dell'Irpef proprio attraverso il riordino delle detrazioni dall'imposta lorda.
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Rimossa restrizione sui benefici per “altri familiari”
Nell'ambito di questa revisione il governo è dunque intervenuto per correggere una restrizione che aveva vincolato la fruizione di alcuni benefici - come ad esempio il welfare aziendale - per gli "altri familiari" diversi da coniuge e figli al requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari. Per evitare che i contribuenti perdano i benefici del welfare aziendale fruiti nel 2025 per familiari non conviventi, il nuovo provvedimento elimina il requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari per l'applicazione delle disposizioni che citano genericamente i familiari indicati nell'art. 12 del Tuir, anche se non fiscalmente a carico.
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Quali sono i limiti da rispettare
In ogni caso, quando le norme richiedono espressamente la condizione di "familiare fiscalmente a carico", i soggetti interessati devono rispettare i limiti di reddito complessivo previsto: 2.840,51 euro in generale, e 4mila euro per i figli di età non superiore a 24 anni. Per gli "altri familiari" in stato di dipendenza fiscale, oltre al limite di reddito, continua a essere richiesto anche il requisito della convivenza o della percezione di assegni alimentari.
Da quando si applica la novità
La norma specifica anche che i familiari sono il coniuge non separato, i figli (naturali, adottivi, affidati o del coniuge deceduto) e le altre persone indicate dall'art. 433 del codice civile. Le modifiche si applicano a partire dal periodo d'imposta 2025, garantendo così la validità delle agevolazioni già riconosciute secondo le regole vigenti al 31 dicembre 2024.
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Le novità sul concordato preventivo biennale
Le novità comunque non si fermano all’ambito della famiglia. Sul tema del concordato ad esempio, come ricostruito da Il Sole24Ore, le modifiche prevedono lo stop ai controlli per quattro anni (2020-2023) e un premio con semplificazioni su compensazioni e rimborsi e sul pagamento delle imposte a rate per chi rinnova il 'preventivo biennale'.
L’abbinamento tra registratore e Pos
Per quanto riguarda invece l'abbinamento tra registratori telematici e Pos, le misure approvate dal Consiglio dei ministri prevedono anche una soglia di tolleranza del 5% per l'applicazione delle sanzioni in caso di divergenza tra i dati degli scontrini e i pagamenti elettronici accettati.
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Cosa cambia per i fringe benefit
Infine le misure approvate dal governo prevedono anche la revisione della disciplina dei fringe benefit, che mira a semplificare il trattamento fiscale dei veicoli assegnati in uso promiscuo ai dipendenti. Tra le altre novità viene confermata la tassazione forfettaria delle auto aziendali basata sulle tabelle Aci, differenziata in base al tipo di alimentazione del veicolo. Per accedere alla tassazione forfettaria non è più richiesto che il veicolo sia di nuova immatricolazione al momento dell'assegnazione. La norma si applica quindi anche ai veicoli riassegnati a dipendenti diversi dal primo. La misura della tassazione è ora legata esclusivamente all'anzianità del mezzo. Il criterio ordinario si applica per i primi cinque anni di vita del veicolo: a partire dal 1° gennaio dell'anno successivo al compimento del quinto anno di vetustà, è previsto un aggravio del 50% del valore fiscalmente rilevante.
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